Omicidio Romano, collegamento con un uomo armato fermato

Due le ipotesi degli inquirenti. Nicolò Pecoraro, 67 anni, originario di Favara, era stato bloccato dalla polizia nell'area condominiale di un palazzo di corso dei Mille con una pistola calibro 7,65. Si tratta dello stesso edificio dove abita Giuseppe Ruggeri, genero del boss latitante della Kalsa, Antonino Lauricella, detto Scintilluni. Ruggeri e Romano, nell'aprile del 2008, sono stati arrestati insieme nell'ambito dell'operazione antidroga denominata Freedom

PALERMO. Potrebbe esserci un collegamento tra l'omicidio di Davide Romano, il mafioso del Borgo Vecchio, ucciso con un colpo di pistola e trovato morto dentro il bagagliaio di una Fiat Punto, e un arresto avvenuto lunedì sera a Palermo. Nicolò Pecoraro, 67 anni, originario di Favara, nell'agrigentino, era stato bloccato dalla polizia nell'area condominiale di un palazzo di corso dei Mille armato di pistola calibro 7,65. Si tratta dello stesso edificio dove abita Giuseppe Ruggeri, genero del boss latitante della Kalsa, Antonino Lauricella, detto Scintilluni. Ruggeri e Romano, nell'aprile del 2008, sono stati arrestati insieme nell'ambito dell'operazione antidroga denominata Freedom.   


Sono due le ipotesi su cui lavorano i pubblici ministeri Marcello Viola e Roberta Buzzolani, coordinati dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci, e i carabinieri del Reparto operativo guidati dal colonnello Paolo Piccinelli. Nella stessa sera di lunedì potrebbe essere stata organizzata una doppia missione di morte ai danni di Romano e Ruggeri. Oppure Pecoraro potrebbe essere intervenuto per vendicare o cercare informazioni sulla scomparsa di Romano. Il padre di quest'ultimo, inghiottito dalla lupara bianca, e Pecoraro erano, infatti, legati da antica amicizia.

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