Caso Miccoli: il mal di pancia del capitano

Periodo negativo per il numero 10 del Palermo. Zamparini lo ha voluto fuori dagli undici per il derby come rivela Cosmi

PALERMO. C’è un caso Miccoli a Palermo. Il malessere del capitano ormai è difficile da nascondere. L’esclusione nel derby a Catania ha fatto rumore, anche perché dettata dall’alto. Da quanto dichiarato dall’ormai ex allenatore del Palermo, Serse Cosmi, sulle pagine della Gazzetta dello Sport è stato un preciso diktat del presidente Zamparini prima di inizio partita a non volere il numero 10 rosanero in campo. Si spiegherebbe così, dunque, il clima ad alta tensione che si è respirato nello spogliatoio degli ospiti al Massimino e in particolare il nervosismo mostrato da Miccoli, accompagnato dall’ufficio stampa, a fine gara davanti ai giornalisti in mixed zone.
Circa due settimane fa Miccoli aveva parlato in sala stampa, lanciando un messaggio chiaro. «Non mi stanco se non gioco una partita anche se comunque ci rimango male. Mi stanco quando sento di non fare più parte di un progetto». Neanche un anno fa, Miccoli era il giocatore attorno al quale ruotava proprio tutto il progetto rosanero. E sembrano, a questo punto, lontani anni luce i tempi in cui Zamparini, durante un pranzo di inizio estate 2010, convinceva il suo capitano a non cedere alle lusinghe faraoniche che arrivavano dall’Inghilterra. Miccoli ora è relegato spesso a ultima scelta dell’attacco e gioca sempre di meno. Insomma, c’è la sensazione che a poco a poco il capitano si stia sfilando la fascia di capitano dal braccio e forse anche tutta la maglia del Palermo.
Un’altra gatta da pelare non da poco per il Rossi bis. Proprio il tecnico di Rimini, però, potrebbe rappresentare la rinascita del numero 10 rosa. Tra i due c’è stima e Rossi sa bene che contare sulla voglia di riscatto di Miccoli può essere una carta vincente per risollevare la delicatissima situazione del Palermo. È quasi certo che Miccoli domenica al Barbera contro il Cesena sarà lanciato dal primo minuto al fianco di Pinilla, complici l’assenza per squalifica di Pastore e quella quasi certa di Ilicic per infortunio.

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