Processo Ruby, sale la tensione tra i poli

Oggi la Camera voterà la proposta di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato relativamente al giudice che dovrà vagliare la posizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Quasi scontato il sì

ROMA. L'appuntamento è molto atteso, ma l'esito è quasi scontato: la maggioranza dirà 'si'' in Aula alla richiesta di sollevare il conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale contro il Tribunale di Milano sul caso Ruby.

Del resto era stata la stessa maggioranza a chiedere che la Camera si facesse promotrice di questa iniziativa con una lettera dei tre capigruppo Fabrizio Cicchitto (Pdl), Marco Reguzzoni (Lega) e Luciano Sardelli (Responsabili) presentata il 1 marzo. E il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini aveva garantito alla fine che fosse l'Assemblea di questo ramo del Parlamento e non l'Ufficio di presidenza (dove il centrodestra in teoria è in minoranza) a pronunciarsi sulla vicenda. Sui numeri non dovrebbero esserci problemi anche perché basterà la maggioranza dei votanti e non ci sarà l'obbligo di registrazione del voto. Per capire chi è il 'dissidente' basterà però guardare il tabellone con tanto di lucine: verdi 'via libera'; rosso 'contrario'. Così, massima allerta e ranghi serrati.


Subito dopo si dovrà affrontare il capitolo della 'prescrizione breve': il provvedimento che garantisce una riduzione dei tempi di prescrizione dei reati per gli incensurati. Sul quale però c'é massima incertezza sui tempi d'esame. Il Pdl punta a farlo 'licenziare' dall'Aula entro la settimana. Ma il centrosinistra assicura che non se ne farà nulla prima di Pasqua. Dopo il voto di giovedì scorso alla Camera, che ha determinato lo slittamento del testo (e per come la richiesta del Pdl è stata formulata) il provvedimento è tornato di fatto alla 'casella di partenza', cioé all'ultimo punto dell'ordine del giorno. Come se 'l'inversioné dell'ordine dei lavori, ottenuta all'inizio dalla maggioranza e che tanto aveva fatto infuriare le opposizioni, non ci fosse stata.


L'esame dei testi fissati dopo il 'conflitto di attribuzioni' comunque non dovrebbe richiedere troppo tempo. Soprattutto su quello dei 'piccoli comuni' (in quota opposizione) il via libera dovrebbe essere quasi bipartisan vista l'intesa raggiunta con la Lega. E la Comunitaria, si racconta in ambienti parlamentari del centrodestra, verrebbe tenuta ferma in commissione Bilancio (che deve dare il parere su alcuni emendamenti tra cui quello sulla responsabilità civile dei magistrati) anche per evitare che arrivi all'attenzione dell'Assemblea prima della 'prescrizione breve'.

Quindi, si spiega nel Pdl, si tenterà di evitare fino all'ultimo di ripetere lo 'strappo' chiedendo nuovamente l'inversione dell'odg, ma se il centrosinistra dovesse cominciare a fare ostruzionismo, "non resterebbe altra strada". In attesa di capire quale sarà davvero il calendario dell' Aula, i poli tornano a dividersi su una vecchia proposta di legge presentata "a titolo personale" (come sottolineato più volte dal gruppo del Pdl nei mesi scorsi) dal berlusconiano Maurizio Bianconi: quella secondo la quale le intercettazioni non dovrebbero venire usate nei processi. Se ne era già parlato la settimana scorsa quando venne assegnata in commissione Giustizia della Camera. E già allora all'interno del Pdl erano state espresse tutte le perplessità del caso anche perché, tra l'altro, spiegano alcuni 'tecnici' del partito, "non sarebbe per nulla applicabile ai processi che riguardano Berlusconi".

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