Arresto di Vitrano, domiciliari per Ingrassia

Può lasciare il carcere l'ingegnere fermato con il deputato regionale Pd. Durante tre interrogatori il professionista ha confermato il suo ruolo da intermediario tra l'imprenditore del fotovoltaico e il parlamentare regionale

PALERMO. Può lasciare il carcere l'ingegnere Pier Giorgio Ingrassia, arrestato assieme al deputato regionale Pd Gaspare Vitrano fermato dalla polizia per concussione mentre intascava una mazzetta di diecimila euro da un imprenditore.
Il gip Michele Alaimo ha deciso di concedergli i domiciliari dopo la richiesta di scarcerazione da parte del legale, Ugo Castagna. I pm Maurizio Agnello ed Emanuele Ravaglioli avevano dato parere favorevole ai domiciliari anche in virtù delle ammissioni di Ingrassia, sentito per tre volte dai procuratori. Durante i tre interrogatori Ingrassia ha confermato il suo ruolo da intermediario tra l'imprenditore del fotovoltaico che aveva cantieri a Roccamena (Palermo) e Francofonte (Siracusa) e il deputato del Pd che si sarebbe "interessato" per far viaggiare più velocemente le pratiche burocratiche degli impianti che devono ottenere ben 23 autorizzazioni.
"Non è che ci fossero richieste esplicite, ma nell'ambiente uno lo sa come ci si deve comportare - ha detto Ingrassia al gip Michele Alajmo durante l'interrogatorio di garanzia - Vitrano mi aiutava a muovermi nei meandri della burocrazia. E' vero, mi agevolava, ma dandomi soprattutto indicazioni, accompagnandomi negli uffici o, ancora, presentandomi i funzionari". Per questo, ha detto ancora Ingrassia, "avevo pensato che ci dovevamo sdebitare". Proprio Ingrassia ha parlato di "regalini" da fare ai politici che "aiutavano" gli imprenditori. Resta invece nel carcere di Termini Imerese Gaspare Vitrano.

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