Concussione, chiesti 6 anni per l'ex governatore Drago

Il provvedimento proposto dal pm Pulejo è diretto non solo all'ex presidente della Regione Siciliana, ma anche al fratello Carmelo, ex assessore comunale di Modica e all'ex sindaco della cittadina, Piero Torchi. Secondo l'accusa, avrebbero costretto una serie di persone a versare loro somme di denaro

MODICA. Condanne a sei anni di reclusione ciascuno sono state chieste dal pm Pulejo per l' ex presidente della Regione, Giuseppe Drago, attualmente nel Pid, per l'ex sindaco di Modica Piero Torchi e per l'ex assessore comunale Carmelo Drago, fratello dell'ex parlamentare, nel corso dell'udienza dedicata agli otto dei 19 imputati che hanno scelto il rito abbreviato.
Gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, all'abuso d'ufficio e al riciclaggio per avere, secondo l'accusa, costretto una serie di persone, le quali avevano chiesto concessioni edilizie all'ufficio tecnico comunale e autorizzazioni amministrative varie allo Sportello unico Attività produttive del comune di Modica, a versare loro somme di danaro.  
Il pm ha chiesto le condanne anche per Vincenzo Pitino (4 anni e 10 mesi) ex consigliere provinciale dell'Udc; Giancarlo Floriddia (4 anni e 8 mesi), ex assessore provinciale ed ex segretario provinciale dell'Udc; per Giorgio Aprile (4 anni e 8 mesi) e Massimo la Pira (4 anni). Per Giovanni Vasile chiesta invece l'assoluzione.    
Dopo le arringhe della difesa, il gup Patricia di Marco ha rinviato l'udienza al 24 giugno per la sentenza. Altri undici imputati saranno giudicati con il rito ordinario.    
La Procura ha documentato complessivamente  passaggi di danaro sui conti correnti degli imputati per oltre 15 milioni di euro (oltre 5 milioni sul conto di Giuseppe Drago, 2 milioni e mezzo su quello del fratello Carmelo, oltre tre milioni su quello del giornalista Gabriele Giannone, collaboratore dell'ex parlamentare).    
I fatti oggetto del processo risalgono al periodo 2003-2007 quando al comune di Modica era in carica la giunta guidata da Piero Torchi, allora Udc come gli altri politici coinvolti, ed ex segretario particolare di Giuseppe Drago quando questi era assessore regionale e presidente della Regione. Di recente Drago si è dimesso dalla carica di deputato alla Camera, dopo che era stata avviata la procedura per la sua decadenza in seguito ad una condanna penale definitiva relativa all'utilizzo dei fondi riservati della presidenza della Regione.

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