Palermo, diplomi falsi: dieci condannati

La terza sezione del Tribunale ha inflitto quasi 40 anni complessivi di reclusione e a vario titolo per truffa e falso a presidi e impiegati di scuole private palermitane che li "distribuivano"

PALERMO. La terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, ha inflitto quasi 40 anni complessivi di carcere e a vario titolo per truffa e falso a dieci persone tra presidi e impiegati di scuole private palermitane che "distribuivano" diplomi falsi. Il pm Amelia Luise aveva chiesto oltre un secolo di carcere.    
Dieci anni sono stati inflitti ad Alberto Stefano Volo, ritenuto il fondatore dell'associazione. Assolta invece Aurelia Veneziano Broccia (moglie di Alberto Stefano Volo). Nicoló Malfattore ha avuto sei anni e sei mesi. Quattro anni e quattro mesi sono stati comminati a Claudio e Antonio Scalici e ad Antonina Fragale, quattro anni a Vittorio Giuseppe Arezzi, due anni e sei mesi a Maurizio Volo (figlio di Alberto Stefano), Roberto Massaro e Giuseppe Traina.  Un anno e sei mesi (pena sospesa) per Vincenzo Catarella.   
Gli investigatori hanno scoperto che alcuni giovani avevano un diploma nonostante emergesse dai documenti conservati al Centro servizi amministrativi di Palermo (ex Provveditorato agli Studi) che erano stati bocciati agli esami di Stato. Le indagini hanno riguardato gli anni scolastici dal 2000 al 2004. 
Per gli inquirenti, nella maggioranza dei casi, i falsi diplomati erano all'oscuro dei sistemi illegali per fargli conseguire il titolo di studio e alcuni di loro si sono costituiti parte civile. 
Quattro ex studenti hanno ottenuto un risarcimento di tremila euro ciascuno più 4.800 euro per le spese legali.

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