Un siciliano alla "Spring Exhibition"

La mostra, che si tiene a Charlottenborg, è una delle più importanti rassegne d'arte contemporanea del Nord Europa e vedrà tra i protagonisti Antonio Miccichè

PALERMO. “Spring Exhibition” a Charlottenborg è una tra le più importanti rassegne d’arte contemporanea del Nord Europa.

Il tema dell’edizione 2011, in corso sino al 25 aprile 2011, è legato alla riflessione sulla “comunicazione globale dell’era contemporanea”. Il Charlottenborg Fonden, in collaborazione con la Kunsthal è la sede dell’esposizione delle opere di artisti provenienti da tutto il mondo, selezionati da una giuria internazionale composta tra gli altri da Kirstine Roepstorff (DK, chair),  Thora Dolven Balke (NO) e Johanna Billing (SE), e dai curatori René Block (DE) and Leevi Haapala (FI).Tra loro c’è il siciliano Antonio Miccichè, selezionato per l’Italia insieme con Andrea Bianconi. La sua opera GAZA h 11:35 15.08.2008, del 2010 è un brivido di silenzio che ripercorre uno dei momenti più intensi della storia recente. Silenzio che pure è lacerato dalle contraddizioni, dalla pesante necessità di guardare in faccia la realtà. Un immagine limpido, chiara, in bianco e nero, perfetta nel suo dettaglio. Una spiaggia affollata di persone. Su tutte e tutto una solitudine che è umana, geografica, storica. Miccichè coglie e rimanda l’eco di una “comunicazione” del presente che nel fluire imperioso di immagini e di notizie rischia di appiattire tutto, di negare persino l’evidenza delle cose. Finzione, fiction, realtà, show, reality. Tutto è immagine. Tutto appare uguale. Invece talvolta vale la penna, per dovere, di fermarsi. Di guardare.L’opera, che è stata esposta a Palermo nel 2010, nella mostra personale di Miccichè “Happyhours” alla Galleria Nuvole di Palermo, induce un senso di disagio, invita alla riflessione. Come altri lavori in mostra che ripercorrevano con agghiacciante e insieme raffinata poesia, attimi di un segmento di tempo, dell’artista e dell’umanità, d’intima e potente riflessione. I temi di Miccichè sono gravi. La lirica della sua mano ne smorza il senso, rende quella leggerezza che solo l’arte può restituire anche di fronte all’immagine più cruda.Forse al nitore scandinavo è apparso così lampante questo concetto tanto da inserire l’artista all’interno della prestigiosa rassegna, proprio per il senso di integra verità a cui Miccichè non rifugge con nessun artificio, commentando un tempo presente che impone di interrogarsi sul senso dell’esistenza.

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