Arrivano le navi, per i 6 mila migranti

Lampedusa verrà svuotata nelle prossime ore, ma gli extracomunitari potrebbero restare alcuni giorni sulle imbarcazioni in attesa di una sistemazione

ROMA. Lampedusa sarà svuotata nelle prossime ore ma i 6.200 migranti attualmente presenti sull'isola rimarranno probabilmente qualche giorno sulle navi che saranno utilizzate per trasferirli: perché le tendopoli già pronte non bastano e le altre che verranno realizzate, anche nel nord Italia, devono ancora essere allestite. E' l'ultima ipotesi che si sta facendo strada nel governo, dopo l'ennesima riunione per trovare una soluzione all'emergenza umanitaria a Lampedusa.    
"La situazione sull'isola sarà risolta domani" ha garantito il ministro dell'Interno Roberto Maroni anticipando che nel corso della sua visita in programma a Lampedusa il premier Silvio Berlusconi annuncerà "misure risarcitorie e compensative per l'isola". L'arrivo del premier a Lampedusa ha fatto anche slittare a giovedì il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto fare il punto della situazione e, soprattutto, trovare il modo di far pressione sulla Tunisia affinché rispetti l'accordo raggiunto da Maroni e Frattini per bloccare le partenze. Un rinvio che servirà, in realtà, anche per trovare l'intesa con le regioni - dopo l'ennesimo monito di Napolitano e il richiamo della Cei a riconoscere gli immigrati come "cittadini", portatori di "diritti e doveri" - affinché tutti si facciano carico dell'emergenza.
Al Viminale in serata si è riunita l'Unità di crisi, istituita per la gestione dell'emergenza umanitaria, presieduta da Maroni. Con il capo della polizia, Antonio Manganelli ed i prefetti Rodolfo Ronconi (direttore centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle frontiere) ed Angela Pria (direttore del Dipartimento Immigrazione), è stato fatto il punto della situazione. L'urgenza primaria è quella di svuotare Lampedusa.
"Gli immigrati saranno trasferiti in strutture che con grande rapidità stiamo creando" ha detto Maroni, sottolineando che "c'é un accordo con la Tunisia che prevede il rimpatrio una volta accertata la loro identità". Rimpatri che, assicura il ministro, verranno effettuati "nel pieno rispetto di tutte le direttive europee, di tutti i trattati internazionali e con la garanzia che anche per questi clandestini, che sono comunque persone, siano rispettati tutti i crismi della legalità, così come abbiamo sempre fatto". Il primo problema, non ancora risolto, è dove mandare i migranti dopo averli tolti da Lampedusa. Il Centro di accoglienza ed identificazione in una tendopoli allestita nel sito militare di Manduria (Taranto) ospita già 1.500 persone. E secondo il sottosegretario Alfredo Mantovano non aumenteranno anche se la capienza complessiva è di circa 2.800 posti. L'altra tendopoli che sarà pronta a breve sarà quella di Trapani, dove dovrebbero andare circa 5-800 migranti, mentre quella di Coltano, in provincia di Pisa, per altri 500 migranti, sarà pronta per la fine della settimana. In ogni caso, i posti individuati sono pochi. Dunque sono già state individuate altre aree - a Caltanisetta, a Potenza e a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta e al nord - dove realizzare ulteriori tendopoli. Aeree che verranno scelte dopo la riunione con le Regioni. E' dunque molto probabile che i migranti verranno tenuti per alcuni giorni sulle navi. Non ci saranno comunque rimpatri forzosi. Su questo c'é stato tra l'altro lo stop di Cecilia Malmstrom. "Non possono - ha detto la commissaria europea - essere respinte le persone che hanno bisogno di protezione e richiedono asilo". Piuttosto, ha aggiunto, "l'Italia ha molte risorse messe a disposizione della Ue, è uno dei principali beneficiari: dai fondi per i rimpatri volontari e per i rifugiati a quelli per la gestione delle frontiere e per l'integrazione dei cittadini dei Paesi terzi. Deve solo usare questi soldi". Parole a cui il ministro Maroni ha risposto a muso duro. "Il contributo dell'Europa all'emergenza - ha detto - è stato 'zero virgola'.    L'altro fronte su cui si sta lavorando è quello relativo al piano elaborato dal Viminale sull'accoglienza a 50mila profughi che potrebbero partire dalla Libia, che dovranno essere smistati nelle regioni. Oltre un migliaio sono già arrivati a Linosa e sono stati trasferiti in parte al Villaggio degli Aranci a Mineo e in parte in altre strutture siciliane e calabresi. La Conferenza unificata Stato-Regioni-Città in programma domani sarà dedicata proprio all'analisi del piano, che prevede una distribuzione dei migranti in base al numero di abitanti. Saranno ospitati nelle strutture censite dai prefetti: edifici pubblici, ex caserme, alberghi, istituti religiosi.

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