I tifosi rosanero dopo 4 anni al "Massimino"

Dopo la tragedia dell'ispettore Filippo Raciti si apriranno per i palermitani le porte dello stadio dell'ex Cibali. I presenti non potranno essere però più di 600

PALERMO. E' cominciato il conto alla rovescia per la partita che per molti vale una stagione, per alcuni 'solo' circa tre punti. Questo derby siciliano di Serie A, fra Catania e Palermo, che domenica pomeriggio si ritroveranno di fronte nello stadio Angelo Massimino, l'ex Cibali, avrà un sapore particolare, però: segna, infatti, il ritorno sulle gradinate dell'impianto etneo dei sostenitori di fede rosanero, dopo più di quattro anni dalla drammatica e tragica sera del 2 febbraio 2007, quando - nel corso degli scontri avvenuti prima e durante la partita (sospesa varie volte, più che altro a causa dei lacrimogeni, e poi ripresa) - venne ucciso l'ispettore capo della polizia di Stato, Filippo Raciti.     Domenica prossima, le porte dello stadio intitolato al pittoresco ex presidente del club rossoazzurro si riapriranno ai tifosi del Palermo, ma solo a quelli in possesso della tessera del tifoso voluta dal Viminale. Non più di 600 di loro potranno partire dal capoluogo ed attraversare i 180 km della A19 per giungere ai piedi dell'Etna e tifare Palermo. I timori, malgrado le varie schedature, restano, così come quella specie di maledizione che, dalla sera del 2 febbraio di quattro anni fa, ha colpito il Palermo.    


La squadra di Zamparini, infatti, da quella sciagurata partita (vinta per 2-1 con Guidolin in panchina), non è più riuscita ad evitare la sconfitta sul campo del Catania che quasi aspetta questa sfida per salvare una stagione. Quest'anno il compito di imprimere la svolta ad un campionato finora più avaro di soddisfazioni che prodigo di successi toccherà al 'Cholo' Diego Pablo Simeone ed alla sua banda di argentini che, però, dovranno fare i conti con il connazionale che, nel match d'andata, quando il Catania era ancora nelle mani di Giampaolo, fece trascorrere un pomeriggio da tregenda ai sostenitori etnei, realizzando la tripletta del successo rosanero ed esibendo tutto il proprio repertorio: testa, destro, sinistro. Eppure, il Catania a Palermo disputò una buona partita e non fu fortunato quando, dopo il pari riacciuffato dall'ex Terlizzi, venne sorpassato nel giro di qualche secondo, mentre i giocatori stavano ancora esultando.    


La vittoria del Palermo di Delio Rossi fu molto sofferta, ma anche voluta, impreziosita dalle giocare del 'Flaco' Pastore, che domenica sarà reduce dall'ennesima trasvolata atlantica, perché reduce dal doppio confronto della Nazionale argentina. Pastore, come gli altri 10 'Nazionali' del Palermo, potrebbero pagare a caro prezzo lo sforzo con le rispettive rappresentantive, mentre il Catania può preparare il derby con maggiore scrupolo. E non è tutto: le Nazionali, nella fattispecie quella cilena, hanno già provocato un problema in più in casa rosanero. Mauricio Pinilla, infatti, è tornato a casa, perché - mentre era nel ritiro portoghese con il Cile - ha rimediato una contrattura muscolare.     Le sue condizioni sono da valutare, ma il match contro il Catania è in forte rischio. Una perdita gravissima per il Palermo che in compenso ritroverà Cassani. 

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