Regione, cento lavoratori a casa ma pagati

Il caso riguarda i precari creati nel 1999 dalla circolare 331, adesso contestata. Polemica in commissione

PALERMO. A dicembre, in base a una circolare che in pochi avevano compreso, hanno sperato nel posto fisso. Adesso hanno perso anche il posto di precario. E sono tuttora pagati per stare a casa senza lavorare. È la fine di una complicatissima vicenda amministrativa che ha portato due giorni fa a uno scontro politico violentissimo in commissione Lavoro all’Ars.



Il caso riguarda un centinaio di precari creati nel ’99 dalla circolare 331 e che da questa hanno preso il nome: i 331 sono 6.500 e da tempo almeno 500 di questi non trova più posto nelle cooperative e sta a casa pur ricevendone una indennità di 530 euro. La maggior parte lavora invece in coop o enti di volontariato e parrocchie.
A una parte di questi era indirizzata una circolare firmata in tutta fretta il 29 novembre 2010 dall’assessore al Lavoro Andrea Piraino. Prevedeva di riaprire una sorta di sanatoria varata nel 2004: «Alcuni di questi soggetti hanno lavorato anche in enti pubblici e nel 2004 si è data la possibilità di confermare questa destinazione su richiesta del lavoratore e certificazione dell’ente. Con l’ultima circolare - spiega il deputato del Pd, Franco Rinaldi - si è assegnato un termine di trenta giorni entro cui i 331 che nel 2004 non hanno presentato la domanda, potevano rimediare». Bastava dimostrare di aver lavorato entro il 2004 per almeno 45 giorni in un ente (che doveva confermare). Poi l’assessorato al Lavoro avrebbe confermato la destinazione.



Ma qui il meccanismo si è inceppato. Le domande pervenute sono 106, confermano in assessorato. Non tantissime rispetto alla platea interessata. E tutte le domande sono arrivate da Messina, la stessa provincia di Rinaldi a sua volta legato alla corrente Genovese. Rinaldi precisa che «dopo la presentazione delle domande la Regione non ha comunque confermato il lavoro a questi soggetti». I 106 precari hanno lavorato negli ispettorati forestali. Ma nel frattempo una nuova legge della Regione ha cambiato le regole per i precari e, se la circolare venisse applicata, per questi 106 scatterebbe la stabilizzazione al termine di due anni di impiego.


Per Rinaldi «ciò è già accaduto alla Provincia di Messina, non vedo perchè non debba accadere alla Regione». Ma il dirigente del dipartimento Foreste, Pietro Tolomeo (vicino a Lombardo), ha bloccato tutto proprio per il timore che scatti una stabilizzazione: «In realtà - spiega Tolomeo - queste persone lavoravano presso una cooperativa che forniva personale alla Regione. Per noi non cambia nulla se un giorno forniva alcune persone e un altro le cambiava. Comunque una stabilizzazione può deciderla solo la giunta. E per questo ho scritto a Lombardo. Nell’attesa, per evitare effetti da cui non si può tornare indietro, ho sospeso il rapporto con questa cooperativa». I lavoratori - protesta Rinaldi - ora stanno a casa. «Ma almeno - aggiunge Letizia Di Liberti, dirigente dell’Agenzia per l’impiego - continuano a percepire l’assegno perchè formalmente sono ancora 331». L’assessorato precisa oggi che quella circolare era pensata per indirizzare i 331 verso enti privati. Resta il problema dei tanti 331 pagati per non lavorare: «Bisognerebbe creare per loro un contenitore come la Resais - precisa Marianna Caronia (Pid) - a cui gli enti possono poi attingere quando hanno bisogno di personale. Così almeno si pagherebbero questi lavoratori per lavorare e si restituirebbe loro dignità».

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