Immigrati, ipotesi centro di accoglienza a Trapani: proteste

L'ipotesi di creare a Chinisia, poco distante dall'aeroporto un sito per i clandestini stipati a Lampedusa mette un nuovo allarme a politici e residenti

TRAPANI. L'ipotesi di creare a Chinisia, poco distante dall'aeroporto di Trapani Birgi, un punto d'accoglienza per gli immigrati stipati a Lampedusa mette un nuovo allarme a politici e residenti. Il problema di questi giorni è già quello del blocco del turismo, avvenuto con la chiusura, il 21 marzo, dello scalo civile della cittadina. Sede del 37/o Stormo dell'Aeronautica militare italiana, l'aeroporto é infatti la base da cui partono i velivoli italiani e canadesi per le operazioni in Libia.   


Sede di un vecchio scalo degli anni Trenta, prima militare poi civile, dismesso dal 1961, Chinisia "é tra i luoghi che il ministero della Difesa metterebbe a disposizione per risolvere l'emergenza migranti", riferiscono oggi i sindaci di Trapani e di Marsala, Girolamo Fazio e Lorenzo Carini, ma "il peso - sottolinea Fazio - non può essere dato solo e sempre a noi. Subiamo già le conseguenze della chiusura dell'aeroporto civile di Trapani Birgi".   


L'ipotesi suscita perplessità anche nel senatore Antonio d'Alì, trapanese, che sottolinea: "Strutture lì non ci sono, solo una vecchia pista dissestata, quindi probabilmente pensano a una tendopoli. Sono 80 ettari di terreno a circa 3 chilometri dall'aeroporto Vincenzo Florio". "Non possono togliere gli immigrati da Lampedusa e portarli in Sicilia" dice esplicitamente il sindaco di Marsala". "Trapani - aggiunge il sindaco della cittadina - ha già due centri per immigrati, per circa mille persone, e un terzo è in costruzione. Ci vogliono solidarietà e accoglienza, ma bisogna anche preservare la collettività, cioé i residenti".

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