Regione, corsa contro il tempo per la Finanziaria

Dopo essersi ricompattata, la maggioranza ha fretta per varare la manovra entro aprile. L'assessore all'Economia Gaetano Armao chiede però tempo al governo nazionale per poter utilizzare i fondi Fas per la Sanità

PALERMO. Approvata la riforma elettorale, scatta la corsa contro il tempo per varare la Finanziaria entro aprile. L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, sta provando a strappare a Roma i fondi necessari. Primo obiettivo, il via libera all’uso dei fondi Fas per pagare tre rate del mutuo contratto per il deficit della sanità: mossa che permetterebbe di «girare» 650 milioni per turare altre falle. Questa settimana Roma ha consentito a Lazio, Abruzzo e Campania di utilizzare i Fas per il disavanzo sanitario. La prossima settimana dovrebbe essere chiuso il più generale accordo sul federalismo regionale e lì Armao proverà a strappare l’intesa sull’attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto e sulle accise: vale 8 miliardi all’anno. Solo dopo potrà iniziare il viaggio della Finanziaria, su cui pesa anche l’incognita dei 200 milioni da garantire ai Comuni per arrivare al minimo necessario di 900. Ieri la Regione ha ottenuto da Standard&Poor’s il rating A+ con previsione di stabilità per il triennio 2011/13: «Un giudizio positivo eguale a quello espresso per lo Stato» sottolinea Armao.



La Finanziaria non arriverà comunque presto in aula e Antonello Cracolici ha proposto di ripartire da un’altra norma targata Pd: prevede, nel caso di rinvio a giudizio, la decadenza degli amministratori nominati alla guida di enti pubblici. Ma il Pdl, con Innocenzo Leontini e Roberto Corona, si è già opposto ritenendo che adesso ci sia spazio solo per il bilancio e sospettando che «la maggioranza non sia in grado di approvarlo». Ma la maggioranza è uscita dallo scontro sulla legge elettorale con una prova di forza che ieri è stata fotografata dalla prima conferenza stampa unificata dei leader all’Ars. Per Giuseppe Lupo, segretario del Pd, la riforma che obbliga a votare esplicitamente sia il sindaco che il consigliere (seppure entrerà in vigore dal 2012) «assesta un duro colpo al sistema politico clientelare del centrodestra, che moltiplicava il numero di liste e candidati per favorire, col trascinamento dei voti, candidati a sindaco scarsi». Maggiori dettagli sull'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi 25 marzo 2010

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