Balzaretti: "Prandelli si è ricreduto"

PALERMO. Una vita controcorrente. E non solo perché è approdato a 30 anni in una nazionale che fa dei giovani la sua missione. "Sì, nella mia carriera mi è successo di tutto", dice Federico Balzaretti. Anche di far ricredere Cesare Prandelli.   


Solo tre anni fa, l'allora allenatore della Fiorentina lo mandava in tribuna invece che in campo. Oggi, lo rischia come terzino d'attacco in un'Italia che venerdì contro la Slovenia ha poche certezze difensive e tanto bisogno di tornare da Lubiana con un risultato. "Nulla di personale con Prandelli, in 12 anni da calciatore non ho mai contestato le scelte tecniche di un allenatore - spiega il difensore del Palermo - Ma sono orgoglioso che si sia ricreduto su di me". Orgoglioso e felice, ancorché lievemente infastidito dal gossip che monta.    D'altra parte, brillante e glamour come è, la sua promessa di matrimonio con Eleonora Abbagnato è perfetta per ogni copertina. "Sono innamorato e molto felice, ma anche riservato:  mi dà un po' fastidio tutta quest'attenzione alla mia vita privata, anche se la metto in conto", dice. Ma sa anche lui che un torinese innamorato della Sicilia che fa coppia con una siciliana diventata Etoile dell'Opera di Parigi è storia troppo ghiotta per rimanere nascosti.


"Vivo un momento felice, mi sono bastati due mesi di Palermo e mi sono sentito un uomo del Sud: il calore della gente, la vivibilità della città. Anche le mie due figlie lì sono serenissime", racconta sollevando il velo su Lucrezia e Virginia, 5 e 3 anni, avute con una prima compagna e ora affidate a lui. "Sono un papà normale", aggiunge con la naturalezza di chi sa quanto sia inconsueto un affido paterno.     Di percorsi inconsueti, d'altra parte Balzaretti è esperto anche nel calcio. "Sono passato dal Torino alla Juve, e dalla Juve alla Fiorentina: più strano di così, nel calcio...", sottolinea. Però non si è mai fatto pesare che gli anni Juve gli avevano regalato 28 presenze e uno scudetto (poi revocato), e poi tutto è rimasto una promessa non mantenuta. "Non mi sono mai guardato alle spalle, ma sempre avanti", e non lo dice pensando al Milan che ora lo vuole. "A Palermo sto bene, se devo dire a Zamparini che qualcosa non mi piace lo faccio - aggiunge - Palermo mi ha fatto crescere, come uomo e come calciatore. Con Rossi ho lavorato benissimo, col suo secondo ancora meglio: mi allenava anche quando eravamo a riposo, migliorando i miei punti deboli. Per questo sono felice che prima di me si dicesse 'ha corsa ma non ha piede', e ora si riconoscano i miei progressi". L'esonero di Rossi "é stato un trauma - ammette - ma a non affezionarci agli allenatori, in casa Zamparini, siamo abituati". Lui, pensa solo a migliorarsi. "In questo non mi pongo limiti: non mi sono mai considerato scarso, né fenomale". Controcorrente però, sì.

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