Palermo, piazza Unità d'Italia sporca nel giorno della festa nazionale

Sacchetti pieni di immondizia lasciati accanto alle campane per la raccolta differenziata. La protesta dei residenti

PALERMO. Se forse c'è una strada che proprio ieri non doveva essere sporca, questa è piazza Unità d'Italia. Eppure nel giorno della festa per i 150 anni del Paese nei dintorni di villa Sperlinga, soprattutto vicino alle campane per la raccolta di vetro e carta, è tutto un susseguirsi di sacchetti pieni di immondizia. Roba da far rabbrividire Garibaldi, Mazzini e tutti quelli che hanno scritto la storia patria. È solo il più eclatante dei nodi venuti al pettine con il sistema di ritiro dei rifiuti «porta a porta» che, però, è giusto dirlo, nell'ampia zona della città in cui viene attuato ha fatto toccare quota 64 per cento di raccolta differenziata.
Insomma l'iniziativa, a detta dell'Amia, produce buoni risultati, ma il metodo per arrivare allo scopo non sempre è impeccabile. Le responsabilità, secondo quanto si sente, andando in giro nei quartieri compresi nel piano «Palermo differenzia» (sono centomila i residenti coinvolti in totale),vanno divise tra chi la spazzatura la conferisce e chi la raccoglie.
Di certo c'è che ieri intorno a mezzogiorno, mentre tutto lo Stivale celebrava il tricolore, di bianco, rosso e verde in piazza Unità d'Italia c'era solo la tonalità dei tanti sacchetti abbandonati sui marciapiedi. Tutto è, più o meno,come nelle fotografie che Anna Puglisi ha inviato a lettere@gds.it, l'indirizzo e-mail per i lettori del Giornale di Sicilia. «Nella zona la raccolta "porta a porta" è iniziata nello scorso settembre - si legge nella segnalazione - ma i sacchi neri vengono lasciati ogni giorno attorno alla campana per il vetro, aridosso di Villa Sperlinga». Vincenzo Vaccaro parla di «raccolta efficiente rovinata dalle persone che non rispettano le regole ». Gli fa eco Marco Pettinato: «Non c'è la cultura per fare la differenziata, alcuni commercianti lasciano le bottiglie per terra nonostante ci siano i bidoni per il vetro». Quando non sono pieni. «Le campane non vengono svuotate - protesta Daniela Tranchina - e attorno si formano mini discariche». E nella zona di villa Sperlinga ce ne sono davvero tante.
Attenzione, non si vedono carcasse di auto o sfabbricidi come nelle 109 discariche storiche della città, ma l'effetto ottico negativo si ottiene anche con le piccole dune di spazzatura domestica. La catasta più evidente è in via Francesco Paolo Di Blasi. Guarda il destino, anche in questo caso, il cumulo di cartoni e pattume, si trova in una strada dedicata a un intellettuale siciliano dalle idee patriottiche.
Da una zona in cui «Palermo differenzia » è partita sei mesi fa a ad un'altra nella quale l'iniziativa sarà avviata a breve. Via Cantiere Finocchiaro, traversa di via Malaspina.Lì abita Giovan Battista Megna. «Ci hanno consegnato i bidoni – racconta -ma hanno tolto gran parte dei cassonetti, così la gente getta l’immondizia ovunque». Leonardo Piombo evidenzia un altro disagio: «Non c'è più nessuna campana per il vetro». Giuseppina D’Antone fa notare un marciapiede occupato da spazzatura e si augura che «il ritiro dei rifiuti edificio per edificio parta il prima possibile». In via Lancia di Brolo, alla Noce, invece, dove il metodo di raccolta condominiale è partito lo scorso 8 marzo,dopo i primi giorni di difficoltà, pare che il servizio stia migliorando. Ieri mattina, per esempio, marciapiedi senza sacchetti.

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