Pid, Nino Dina nuovo coordinatore regionale

Saverio Romano, che attende a giorni la nomina a ministro dell’Agricoltura, ha iniziato a scrivere l’organigramma del partito nato dalla scissione dall’Udc di Casini. Una scelta che è un segnalre all'area che in passato più si riconosceva in Totò Cuffaro

PALERMO. Nino Dina è il nuovo coordinatore regionale del Pid. Saverio Romano, che attende a giorni la nomina a ministro dell’Agricoltura, ha iniziato a scrivere l’organigramma del partito nato dalla scissione dall’Udc di Casini. La scelta di Nino Dina è un segnale lanciato all’area che in passato più si riconosceva in Totò Cuffaro. Dina, storico braccio destro all’Ars dell’ex presidente, avrà il compito di accelerare la fusione delle varie anime sotto la leadership di Romano e nel solco di un’alleanza con il Pdl e Forza del Sud. La scelta del deputato regionale, il secondo in assoluto più votato nelle elezioni del 2008, è arrivata al termine di un vertice con i deputati nazionali, regionali e l’europarlamentare Antonello Antinoro. Presenti anche i leader provinciali: fra questi pure l’etneo Domenico Sudano che ha sperato fino all’ultimo di entrare alla Camera al posto di Drago (seggio poi andato a Pippo Gianni) e la trapanese Maria Castiglione che al Senato ha preso il posto di Cuffaro.


Dina ha confermato la strada di opposizione al governo Lombardo: «Non esistono più differenze nel Pid. Dopo la sentenza Cuffaro e il comprensibile momento di riflessione, è partita la riorganizzazione. Siamo un partito di centrodestra e non una costola del Pdl. E manteniamo fede ai valori democristiani. Con Lombardo non è possibile alcun compromesso. La Sicilia è sul lastrico a causa della sua irresponsabilità». Dina sarà affiancato da un coordinamento di 4 uomini e altrettante donne ancora da nominare: certa solo la presenza dell’agrigentino Michele Catanzaro.



Da ieri è scattata la campagna di adesioni, che a Palermo culminerà con una manifestazione il 9 aprile. Altre convention verranno organizzate a Napoli e Torino.
Romano si è mosso nel giorno in cui Calogero Mannino ha ufficializzato la creazione di un movimento di ispirazione democristiana, Iniziativa popolare. E nelle parole del ministro in pectore c’è una risposta indiretta al padre di tutti gli ex Dc siciliani: «Il Pid si richiama ai valori del cattolicesimo popolare, di cui si fa interprete con politiche a sostegno della famiglia, della piccola e media impresa, e dei giovani. Questa è la nostra identità e non intendiamo barattarla». Mannino ha previsto il rapido dissolvimento del Pid nel Pdl o nel partito di Miccichè. Anche su questo Romano ha indirettamente risposto: «Siamo forti di un consenso che registriamo quotidianamente e che ci incoraggia a proseguire nel percorso intrapreso».



L’appello di Mannino ufficializza anche la riapertura del dialogo con l’Udc di Casini e l’Mpa di Lombardo. Il presidente della Regione annuncerà dopodomani la fase due del suo Mpa. Nuovo nome e nuovo progetto politico aperto a movimenti e protagonisti della società civile. Lombardo deve a sua volta fare i conti con un dissenso interno che in questa fase è guidato dal trapanese Paolo Ruggirello: «L’Mpa va rilanciato, soprattutto nella mia provincia. L’ho posto come condizione a Lombardo. E gli ho ricordato che sono un uomo di centrodestra e non intendo andare alle elezioni col Pd». Frasi dal ventre dell’Mpa che arrivano nei giorni in cui anche da parte di Fli e Udc non si nascondono più i malesseri verso l’alleanza col Pd. E i tentativi di ricostituire l’area di centro potrebbero avere adesso approdo più facile.

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