Palermo, clochard insieme da 9 anni: "Ora vogliamo una casa"

È la storia di Francesco e Angela, 65 e 46 anni, due senzatetto che facendosi forza l'uno con l'altra sono riusciti a sopportare ciò che la vita e il destino aveva riservato loro

PALERMO. Si sono conosciuti 9 anni fa per la strada: la loro casa, la loro vita di tutti i giorni. Lei aveva chiesto a lui una sigaretta e da allora non si sono più lasciati. Insieme hanno vissuto tutto questo tempo della carità dei palermitani, passando l'inverno imbacuccati con una delle tante coperte che adesso tengono nella loro «dimora», un pezzo dei portici di via Nunzio Morello, vivendo con poco o nulla e cercando di sopravvivere giorno per giorno, tra elemosina e solidarietà. È la storia di Francesco e Angela, 65 e 46 anni, due senzatetto che facendosi forza l'uno con l'altra sono riusciti a sopportare ciò che la vita e il destino aveva riservato loro. I cittadini della parrocchia di San Michele Arcangelo, che si è interessata al caso, hanno tentato di aiutarli in tutti i modi: qualche vestito usato, qualche spicciolo, soprattutto all'uscita della chiesa in via Sciuti. Qualcuno però sussurra che, essendo una zona «in», non tutti li vedono di buon occhio. Adesso, però, nemmeno quell'aiuto basta più: l'età avanza e Angela non sta bene, tra depressione e problemi di salute ha bisogno d'aiuto, di un tetto, di un posto stabile dove stare.


Francesco ha una storia da montagne russe: sposato con tre figli fino al 1992, poi il divorzio e il crollo, con il lavoro perso e la nuova vita per strada.
«Me la sono sempre cavata in qualche modo - dice - ho lavorato per tanti anni all'Amat, poi mi hanno licenziato per diversi motivi. Sono stato vicino a mia figlia, che è stata male, e agli altri miei ragazzi. Adesso non li vedo più da 16 anni». Raccontano del loro incontro, del loro girare da un posto di Palermo all'altro, adesso da qualche mese i portici di via Nunzio Morello sono diventati la loro casa, che consiste in coperte, due sedie, tante cianfrusaglie inutili per molti ma non per loro, che prendono tutti gli avanzi di vite altrui vissute con dignità e anche un pizzico d'ottimismo. «Io avrei diritto anche ad una pensione - dice Francesco - ne ho diritto, ma mi manca sempre qualcosa».


La sua preoccupazione maggiore è per la salute di Angela, che ha dei problemi psichiatrici e fisici. «Andiamo da una clinica all'altra, ma è sempre troppo poco. Vogliamo una casa, vogliamo di più». Del caso è anche stato avvertito il Comune. «Poco tempo fa ci siamo interessati di questa situazione - dice Paolo Quercia, responsabile dell'unità Emergenze sociali che fa capo al settore Servizi socio-sanitari -, stiamo cercando di risolverla. I cittadini hanno anche recuperato dei fondi, mille euro circa, dunque si tratta di trovare qualcuno che voglia affittare una casa e poi attivare la pensione di Francesco. Non è impossibile, siamo ottimisti. Abbiamo un progetto, "Bambini non lavoratori", che lavora a stretto contatto con le emergenze (numero verde 800545966) sia per i minori sia per vicende di questo tipo».

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