Il campionato delle provinciali

Il Milan che pareggia contro il Bari, l'Inter che si fa rimontare dal Brescia, la Juve che non sfrutta il vantaggio con il Cesena. E Sanchez è meglio di Bale

Molti anni fa, divampando la solita periodica polemica sulla Sudditanza Psicologica, mi sentii dare del «provinciale». Naturalmente perchè difendevo le «piccole», tema di tutta una vita. Davide contro Golia, con «1» in casella, era la mia forza. Il Provinciale - dunque - s'è molto divertito in un eccezionale week end che ha visto, in magica sequenza, l'Inter costretta al pareggio dal Brescia, venerdì; la Juve costretta al pareggio dal Cesena, sabato; il Milan costretto al pareggio dal Bari, domenica. Preciso - en passant - che le tre disturbatrici sono ahiloro in zona retrocessione, ma non per questo s'arrendono, diventando giudici di se stesse e anche dei traguardi appetiti dalle Tre Grandi, Scudetto e Zona Champions. E aggiungo che tutte e tre le «provinciali» hanno rischiato di vincere opponendo le scelte di Iachini, Ficcadenti e Mutti - intelligenti, tatticamente validissime, anche se in regime di ristrettezze - a quelle di Leonardo, Delneri e Allegri che sono parse frettolose se non apertamente errate, come si può dire del richiamo in panchina di Del Piero e Matri deciso da Delneri.



Il vecchio divin poeta del gol e il giovane bomber cresciuto in provincia, avevano magicamente dato vita alla coppia d'attacco inutilmente cercata dalla Juve fin dai tempi dell'incidente a Quagliarella: così nascono due gol da scambi volanti fra piedi buoni ma il tecnico - chissà perchè - li toglie sotituendoli con giocatori che non sono per nulla «da Juve», così come qualcuno, visto ieri, tipo Emanuelson, non mi sembra proprio «da Milan».



Ma a parte le risorse tecniche, i giocatori di qualità che bene o male le Grandi hanno abitualmente, fa un certo effetto registrare la competenza e la bravura tecnico-tattica di Iachini, Ficcadenti e Mutti, vale a dire di allenatori già dotati di discreta esperienza ma soprattutto abituati a combattere con le necessità contro i potenti. E questo è il calcio più bello, anche se la bagarre della salvezza può alla fine punire anche chi non lo merita.
Il campionato di vertice non è finito grazie a questi «disturbatori» e non sarebbe male se - restando in ambito provinciale - vedessimo primeggiare il Napoli, incidenti a parte, e la strepitosa Udinese che ha qualità tecniche ignote al resto della Serie A.
Settimane addietro ci siamo entusiasmati per le imprese di Gareth Bale, sicuramente favorite dall'inettitudine dell'Inter di Benitez: poi è tornato in campo contro il Mian ma nessuno gli ha chiesto miracoli ed è passato inosservato mentre Redknapp batteva Allegri. Beh, io vi dico che Sanchez, nino maravilla, è meglio di Bale: ha due piedi straordinari, una insolita potenza legata a una classe squisita.



È il nuovo reuccio del calcio italiano: insieme al fenomeno («provinciale» anche lui) Totò Di Natale, potrebbe portare l'Udinese nei primi quattro posti. Peccato che si sia svegliata tardi, la squadra di Guidolin: avrebbe potuto contendere il titolo a Milan e Inter.
E di queste vi dico: lo scudetto non è ancora assegnato. Negli anni Settanta l'Inter di Heriberto/Invernizzi vinse lo scudetto recuperando sette punti al Napoli e sei il Milan, e quando i punti-vittoria erano due. Buon divertimento, allora.

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