Escursionisti attaccati da cinghiali, lieto fine sulle Madonie

L’avventura, durante un trekking sabato pomeriggio, si è conclusa senza incidenti con una corsa e un’arrampicata sugli alberi. Gli animali, probabilmente, sono intervenuti in difesa dei cuccioli

PALERMO. Un tranquillo pomeriggio di sabato, immersi nella natura del parco delle Madonie, ha rischiato di trasformarsi in uno spiacevole incidente. Alcuni escursionisti, impegnati a praticare trekking nel bosco, infatti, sono stati caricati da alcuni cinghiali, sbucati all’improvviso da dietro. Solo pochi momenti di tensione terminati con una corsa e poi un’arrampicata sugli alberi per evitare lo scontro. L’episodio è avvenuto in contrada “Macchia dell’Inferno”, lungo il percorso di Legambiente che, dalla strada, conduce al rifugio Crispi sopra Castelbuono e porta alla secolare Roverella, a 1600 metri di altezza. I cinghiali, spuntati a meno di un chilometro dalla meta, probabilmente sono stati richiamati dal rumore dei passi e dall’odore degli uomini. La particolare carica aggressiva degli animali si pensa sia stata causata dalla presenza anche di cuccioli in zona. Quando hanno capito che non c’erano pericoli per i cuccioli, infatti, i cinghiali sono tornati nella boscaglia, sparendo nella parte più fitta del bosco.
Un lieto fine, dunque, che si contrappone a quanto successo lo scorso novembre ad Isnello, quando un uomo di 35 anni venne aggredito nella sua azienda agricola, riportando gravi lesioni alla coscia sinistra e una prognosi di 10 giorni. «È l'ennesima evidenza del grave pericolo che investe l'intera area del Parco delle Madonie, ridotto a savana non controllata. – disse il sindaco, Giuseppe Mogavero, in quella circostanza - In queste condizioni diventa un territorio difficile da fruire, dove è vanificata ogni attività agricola».

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