Più di mille morti in Giappone, 28 gli italiani dispersi

L’ambasciata di Tokyo sta tentando di contattare i connazionali tramite e-mail, dopo i tentativi telefonici falliti. Secondo gli studiosi "l’asse terrestre si sarebbe spostato di 10 centimetri"

TOKYO. E' probabile che siano più di mille le vittime del violento terremoto e dello tsunami che oggi ha devastato il Giappone, mentre mancano all'appello 28 italiani che l'ambasciata a Tokyo ancora non è riuscita a contattare. L'ambasciatore d'Italia in Giappone, Vincenzo Petrone, ha precisato la posizione dei connazionali: 12 nella prefettura di Miyagi, 6 in quella di Ywate, 5 in quella di Aomori e 5 in quella di Fukushima. L'ambasciatore ha spiegato che dopo i tentativi falliti di contattarli via telefono - le linee sono tutte saltate - «si sta tentando con le e-mail». Presso l'ambasciata è stata istituita una unità di crisi con un numero telefonico per le emergenze operativo 24 ore su 24 (+81 (0)3 3453 0587) per le emergenze. «I connazionali irreperibili nelle quattro prefetture sono impegnati, a vario titolo, dalla ristorazione alle attività commerciali», ha aggiunto Petrone.
Tra le conseguenze del terremoto di magnitudo 8.9, secondo gli esperti, ci sarebbe lo spostamento dell'asse terrestre. Tuttavia è ancora molto presto per determinarne l'entità. Secondo una prima stima dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l'asse si sarebbe spostato di «quasi 10 centimetri», calcolato basato su dati «preliminari di studi effettuati dall'Ingv», come dichiara in una nota lo stesso Istituto. Ma per il Centro di Geodesia spaziale dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è necessario raccogliere ancora molte misure prima di avere la misura esatta. «Stiamo attendendo che si accumuli un numero di osservazioni sufficiente dalla rete mondiale di geodesia spaziale», ha detto il direttore del Centro di Geodesia Spaziale di Matera, Giuseppe Bianco. Lo spostamento dell'asse terrestre può avere ripercussioni sulla durata del giorno solare, ma si tratta comunque di cambiamenti minimi e impossibili da percepire. Ad esempio, dopo il terremoto di Sumatra del 2004 le giornate si erano accorciate di 6,8 milionesimi di secondo e il terremoto in Cile del 2010 le ha abbreviate di 1,26 milionesimi di secondo.

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