Fuochi d'artificio e colombe per l'ultimo saluto a Litterio

Grande partecipazione popolare per il funerale del ragazzo, 20 anni, morto nella notte tra domenica e lunedì in un incidente mortale a Palermo in questo 2011

PALERMO. È stato salutato dalla sua gente tra fuochi d’artificio, colombe bianche che volano in cielo insieme ai palloncini colorati. Un ultimo saluto con grande partecipazione popolare, quello che ha ricevuto ieri Litterio Freschi, 20 anni, il ragazzo morto nella notte tra domenica e lunedì in un incidente stradale nei pressi dell’aeroporto Boccadifalco, non lontano dalla casa dov’era nato e cresciuto. Era uscito insieme ad un amico (coinvolto anche lui nell’incidente) per andare a prendere un «pezzo» di rosticceria, un rituale quasi sacro del week-end palermitano, specie il giorno di carnevale. Lo schianto non gli ha lasciato scampo, e adesso tutti, nella chiesa della parrocchia di San Gregorio Papa, si chiedono il perché di una morte, l’ennesima sulle strade palermitane di questo 2011, che non ha senso.



«A tutto questo non c'è spiegazione – ha detto padre Salvatore Maiorca nel corso dell’omelia funebre – dobbiamo solo avere fede e pensare a quel che rappresentava Litterio per noi. Dobbiamo stare uniti nel suo ricordo e far si che la sua morte non sia stata vana. La fede certamente ci aiuterà». Il padre è una maschera di dolore: continua a scuotere la testa e dire «non doveva morire così, non doveva morire così. Aveva solo vent’anni, non è giusto che sia successo tutto questo».


I tanti amici di Litterio, compagni di una vita passata tra risate spensierate e imprese da raccontare e da ricordare, piangono e singhiozzano, le loro lacrime sono troppe anche per essere asciugate. «Lui era un tipo allegro, scherzoso – dicono – ne aveva passate tante e ora si voleva divertire, senza però esagerare. Noi gli siamo sempre stati vicini e anche lui è stato sempre vicino a noi. Adesso gli stiamo accanto anche nel suo ultimo viaggio, sarebbe orgoglioso di noi se potesse vederlo, ma purtroppo non può più. Questo giorno non lo dimenticheremo mai, nel bene e nel male». Morire a vent’anni per un incidente stradale: a Palermo, purtroppo, non è più una rarità, bensì una probabilità. Nemmeno troppo remota.

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