Draghi: "La mafia è un freno alla crescita dell'Italia"

Il governatore della Banca d'Italia: "Contrastare le organizzazione criminali, la presa che esse conservano al Sud, l'infiltrazione che tentano al Nord, serve a rinsaldare la fibra sociale del paese ma anche a togliere la zavorra che rallenta il cammino della nostra economia"

MILANO. "Contrastare le mafie, la presa che  esse conservano al Sud, l'infiltrazione che tentano al Nord,  serve a rinsaldare la fibra sociale del paese ma anche a  togliere uno dei freni che rallentano il cammino della nostra  economia". E' quanto afferma il governatore della Banca  d'Italia Mario Draghi nel suo intervento al convegno sulla mafia  al Nord. Secondo Draghi "fra i fattori inibenti (alla crescita,  ndr) vi è anche l'infiltrazione mafiosa nella struttura  produttiva, che è aumentata negli ultimi decenni nella sua  diffusione territoriale".


Il numero uno di Banca Italia ha anche parlato della crisi: "Il momento che abbiamo vissuto nei  passati tre anni non ha certo migliorato le cose: non poche  imprese, che hanno visto drammaticamente ridursi i flussi di  cassa e il valore di mercato, sono divenute più facilmente  aggredibili dalla criminalità". Draghi ha poi ricordato la lotta contro le mafie, che è costata diverse vittime: "L'azione di contrasto alla  criminalità viene svolta innanzitutto dalla forze dell'ordine e  dalla magistratura inquirente. I successi non sono mancati,  neanche in passato, a volte con il sacrificio della vita di  alcuni eroi.Nel nostro Mezzogiorno - ha aggiunto il governatore - le  organizzazioni di stampo mafioso spiccano per longevità  storica, radicamento territoriale, capillarità". 

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