Meno matrimoni religiosi, aumentano i riti civili

Sono alcuni dei dati che emergono dalla relazione di Mons. Ludovico Puma, presidente del tribunale ecclesiastico della Sicilia. La relazione sarà letta domani a Palazzo dei Normanni all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010. In crescita anche convivenze, separazioni e divorzi

PALERMO. Diminuiscono i matrimoni religiosi ma aumentano quelli civili (officiati in Municipio), le convivenze, le separazioni e i divorzi. Sono alcuni dei dati che emergono dalla relazione di Mons. Ludovico Puma, presidente del tribunale ecclesiastico della Sicilia. La relazione sarà letta domani a Palazzo dei Normanni all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010.    Per quanto riguarda le motivazioni addotte per richiedere la dichiarazione di nullità, resta alto il numero per simulazione di consenso (esclusione dell'indissolubilità, della prole e della fedeltà): 297 su 411; continuano i casi per esclusione della sacramentalità del matrimonio: 6; e cresce, rispetto agli anni precedenti, il numero dei casi previsti per incapacità ad assumere gli oneri coniugali: 67. Infine c'é sempre la motivazione del timore e delle minacce: 18 casi.    


"Il quadro si tinge di tinte ancora più fosche - dice Mons. Puma - se si considera che i matrimoni continuano a diminuire (23.016 nel 2009 contro i 24.334 del 2008) e di questi solo 17.496 sono stati celebrati in Chiesa contro i 18.669 del 2008, segnando un ulteriore punto percentuale in più (24%) rispetto all'anno precedente".     Per Mons. Puma "i dati che abbiamo nelle mani sono davvero preoccupanti e ci pongono gravi interrogativi in ordine all'autenticità della fede e della vita cristiana delle nostre comunità, alla consapevolezza della fede della stragrande maggioranza dei nostri fedeli cristiani".     Ma anche circa "il degrado morale - continua - i mutamenti culturali, i valori essenziali della società. Dati che certamente sono il frutto di quella gravissima scissione tra fede e vita che Paolo VI non esitava a definire il più grave dramma della nostra epoca".


Nel 2010 sono state avviate 330 cause di annullamento di matrimoni (in media con gli anni dal 2007 in poi), ne sono state trattate 1.175, portate a conclusione con sentenza 265 (l'89% affermativa, 11% negativa).  "Le diocesi ad avere avuto il maggiore carico di lavoro - continua - sono state Palermo (223 trattate, 76 introdotte, 62 concluse con sentenza), Messina (197 trattate, 54 introdotte, 42 concluse con sentenza) e Catania (159 trattate, 39 introdotte, 31 concluse con sentenza)".     Dal 1941 fino al 31 dicembre 2010 sono state avviate 7278 cause: 2.180 fino al 1990, 1.616 dal '91 al 2000, 3.482 dal 2001 al 2010. Ne sono state portate a conclusione 6.253, di cui 5.361 con sentenza. Di queste: 1.504 fino al 1990, 1.110 dal '91 al 2000; 2.247 dal 2001 al 2010. Restano pendenti al 1 gennaio 2011: 892 cause. Il Tribunale ecclesiastico è composto da 23 giudici, oltre il presidente e il vicepresidente. Tre di essi sono giudici laici.

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