Sicilia, Qui Palermo

Nocerino: "La squadra è unita, uscirà fuori da questo momento"

Il centrocampista napoletano ha ammesso tutte le colpe dei giocatori per questa crisi. E sul suo futuro: "La mia priorità è il Palermo"

PALERMO. La luce in fondo al tunnel ancora non si intravede. Ma sono stati i giocatori a imbucarsi e saranno loro stessi a doversi tirare fuori. Questo in sintesi il pensiero di Antonio Nocerino, intervenuto oggi in conferenza stampa a Boccadifalco.
Nocerino risponde a Zamparini. Allo stesso tempo, però, il centrocampista napoletano “smentisce” le parole del presidente Maurizio Zamparini, che in un’intervista al Giornale di Sicilia ha parlato di uno spogliatoio spaccato. «La squadra non è spaccata, anzi. Questo è un ottimo gruppo con grandi persone. Sono qui da tre anni, è la prima volta che capita un momento così, ma abbiamo le capacità mentali e tecniche per uscire dal momento». Zamparini, però, ha anche fatto un’ammissione di colpa sulle sue dichiarazioni post partita. Anche queste a suo avviso avrebbero danneggiato il clima all’interno della truppa rosanero. Queste parole sì che hanno fatto piacere a Nocerino, «perché vuol dire che il presidente vuole stare vicino alla squadra. Ma queste cose non devono essere un alibi, perché la colpa di questo momentaccio è solo nostra e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, come faceva mister Rossi».
Da Rossi a Cosmi. A proposito del tecnico esonerato, il centrocampista rosa risponde così quando gli viene chiesto se la squadra ha accusato il colpo del suo esonero. «Quando c’è un esonero, dispiace sempre. Sapete poi quanto abbiamo dato col mister – si limita a dire Nocerino -. Io, dopo l’esonero, l’ho sentito per sms, perché al di là dell’allenatore, noi siamo attaccati all’uomo e quindi certi rapporto possono continuare anche fuori dal campo». Dal vecchio al nuovo, ecco, invece, le parole del “Noce” sul neo tecnico Cosmi. «L’ho ritrovato motivato, ha tanta voglia di mettersi in discussione. Dobbiamo stare vicino a lui e alla sua positività, perché potrebbe trasmettercela».
La crisi rosanero, le critiche e il modulo. Antonio Nocerino torna poi a parlare del momento di crisi del Palermo, spaziando tra la partita con la Lazio, le critiche dei tifosi e il modulo. «All’Olimpico non penso che grinta e cattiveria siano mancate perché queste sono sempre state caratteristiche di questa squadra. È un momento che non ci gira nulla bene per colpa nostra, ma non mancano la voglia e la cattiveria per uscire da questo periodo. Così come non c’era il terrore nei primi venti minuti in cui siamo andati sotto di due gol». Nessuna recriminazione, invece, sulle critiche piovute sulle teste dei giocatori da parte dei tifosi. «Sulla gente non posso dire nulla. Se loro criticano, hanno ragione. Ci dobbiamo meritare l’affetto della gente e dell’ambiente. L’abbiamo fatto fino a qualche partita fa. Dobbiamo trasformare le critiche in parole positive. Non bisogna dimenticare, inoltre, che dopo lo 0-7 siamo usciti tra gli applausi e non mi era mai capitato una cosa del genere. Abbiamo un grande tifo che ci vuole bene. Quindi basta chiacchere, ora servono i fatti». Dal punto di vista tecnico, invece, Nocerino non crede che la debacle contro la Lazio sia dovuta alla difesa a tre adottata da Cosmi, assetto tattico caro a Zamparini, ma che si è spesso dimostrato indigesto ai rosa. «Ora conta solo metterci a disposizione del nuovo tecnico. Non è il caso di parlare di numeri e schemi. Non è il modulo che ci fa perdere la partite».
Nocerino e il suo futuro...rosa. Infine chiusura sul futuro del centrocampista al centro delle voci sul suo rinnovo di contratto col club di viale del Fante. Una chiusura perentoria, perché Nocerino ha voluto mettere i puntini sulle i su alcune voci uscite negli ultimi mesi. «La mia priorità è il Palermo. Ho detto solo che amo Napoli perché è la mia città, non che voglio giocare nel Napoli. Il mio procuratore ha parlato tempo fa con Marino, ma ora mi sembra che il ds dei partenopei sia Bigon. Se per ora non ho parlato di rinnovo – ha aggiunto Nocerino - col Palermo è perché stiamo vivendo un periodo delicato e non sono così egoista da pensare solo a me stesso in un momento del genere in cui tutti, me compreso, non meriterebbero certo un rinnovo. Io non dirò mai di voler andare via da Palermo, anche perché la mia famiglia si trova bene. Per fare le cose, però, bisogna essere in due e ci vuole tempo. E poi non vado mica in scadenza a giugno, bensì il prossimo anno».

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