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Palermo, l'incubo continua: sconfitta 2 a 0 contro la Lazio

Amaro debutto di Serse Cosmi sulla panchina rosanero. Quarta sconfitta consecutiva per i siciliani. Partita chiusa dopo quindici minuti per la doppietta di Sculli

PALERMO. Si sperava in una bella favola. Dopo i sette gol subiti contro l’Udinese, c’era la speranza di vedere all’Olimpico contro la Lazio un Palermo grintoso, combattivo, capace di rialzarsi dalla scoppola di domenica scorsa. Ma queste storie, appunto, accadono solo nelle favole. Tutte la paure di sette giorni fa si sono nuovamente presentate come dei fantasmi anche ieri sera. Ancora una volta i rosanero, alla prima uscita col neo tecnico Serse Cosmi, sono colpiti a freddo già al 6’. E dopo appena diciotto minuti si trovano già sotto di due gol. Stavolta a fare la parte dei vari Sanchez e Di Natale ci ha pensato Beppe Sculli. E da qui tutti i bei propositi dichiarati in settimana di riscossa sono andati a farsi benedire, facendo spazio alle paure che prepotentemente sono tornate sulla testa degli undici rosanero. Così come sono tornati tutti gli orrori difensivi che neanche il nuovo modulo con difesa a tre adottato dal nuovo allenatore è riuscito a cancellare. E alla fine stiamo a parlare di un 2-0 confezionato dai padroni di casa nei primi minuti di gioco, che non è mai stato in discussione con la Lazio che non ha neanche dovuto sudare più di tanto per difenderlo. Per i biancocelesti è bastato entrare come una lama nel burro per fare due gol quasi identici. I numeri sono impietosi. Quarta sconfitta consecutiva e terza partita consecutiva in cui il secondo migliore attacco della Serie A, quello del Palermo, rimane all’asciutto.   



Cambia il modulo, ma non le vecchie e brutte abitudini. E dopo sei minuti il solito buco centrale permette a Sculli, imbeccato dalla verticalizzazione di Ledesma, di trovarsi a tu per tu con Sirigu e lo batte. Tre minuti prima in un’azione analoga era stato il guardalinee a graziare la difesa rosa, perché anche in quel caso lo stesso Sculli si era trovato solo davanti al portiere rosa, prima che venisse fischiato il fuorigioco. In entrambe le occasioni è Bovo a sbagliare i tempi di salita. Morale della favola, il Palermo nei primi minuti sta ancora vivendo l’incubo di sette giorni fa. La Lazio annusa il momento di paura dei rosanero. Le gambe tremano soprattutto in difesa. E ancora un’altra verticalizzazione sull’asse Ledesma-Sculli al 17’ punisce gli uomini di Cosmi. Sul cross del capitano biancoceleste è disastrosa l’uscita di Sirigu. A parziale giustificazione dei rosa c’è la posizione di partenza dell’ex genoano, che si trova al di là della linea dei difensori. La risposta dei rosa è affidata principalmente alla fascia sinistra, dove Balzaretti sembra essere il più in palla dei suoi nella prima mezzora. Sono i fraseggi tra il terzino e Pastore le cose più interessanti che riesce a creare il Palermo. Ma arrivati sul fondo si sente poi l’assenza di un terminale offensivo. Il Flaco prova a coinvolgere nelle trame offensive anche Ilicic, ma spesso lo sloveno si trova a pestarsi i piedi proprio con lo stesso argentino, nel tentativo di trovare una collocazione tattica idonea in campo in questo nuovo centrocampo a cinque.  Sul 2-0 i padroni di casa alzano il piede dall’acceleratore e i rosa provano a fare la gara volenterosamente. Ma nulla di più. E il primo tempo finisce così col doppio vantaggio laziale.



Cosmi prova a cambiare volto alla sua squadra, adottando una piccola rivoluzione a inizio ripresa. Torna in cabina di regia Liverani a centrocampo. Migliaccio spostato al centro della difesa a tre. Fuori Andelkovic. Il neo tecnico le prova tutte. Le mosse, però, non danno gli effetti sperati e l’atteggiamento dei rosa nei primi venti minuti della seconda frazione di gioco sembra quello di una squadra che si “accontenta” di perdere solo 2-0. Poco pressing, infatti, e tutto ciò fa il gioco di una Lazio che di certo, con due playmaker di valore come Ledesma e Matuzalem, non ha problemi a mettere spesso la palla nel congelatore, facendo correre il cronometro. Al 67’ Cosmi inserisce Paolucci per Hernandez. Ancora una volta la Joya è stata evanescente, facendo tutto il contrario di quelle che sono le sue caratteristiche. La sua prerogativa è quella di attaccare gli spazi in profondità e spesso, invece, si è ritrovato a prendere palla a centrocampo. Ma non succede nulla e la partita tira avanti stancamente fino al 45’. E gli occhi di Serse Cosmi sotto la tipica coppola grigia indossata stasera sono quelli di un allenatore preoccupato che sa che per uscire da uno dei momenti più drammatici del Palermo degli ultimi anni serviranno tante settimane.

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