Quei cristiani morti e dimenticati

Adesso sarà tutto più difficile per Asia Bibi. Infatti, dopo l'uccisione del ministro pakistano cristiano per le minoranze religiose, Shahbaz Bhatti, sarà difficile cancellare quella sentenza per basfemia che stabilisce la condanna a morte per la giovane donna, madre di cinque figli. Bhatti si era impegnato per la riforma di quella assurda legge, ma per questo aveva ricevuto ripetute minacce dai talebani, che ora hanno rivendicato il suo assassinio. Il secondo di una personalità politica, dopo quello di qualche mese fa del governatore del Punjab, Salman Taseer (ucciso dalla sua guardia del corpo per le stesse ragioni). Per capire meglio il clima di odio viene alimentato nei confronti dei cristiani (che rappresentano appena il 2% dei credenti) basti pensare che ben 800 avvocati pakistani hanno chiesto la liberazione dell'assassino,reo confesso, del governatore.
La "colpa" di Bhatti era di volere la revisione del processo di Asia e comunque l'eliminazione del reato di blasfemia: per questo era pronto a promuovere una commissione di studiosi per modificare la una legge, voluta nel 1980 dal dittatore Zia-Ul-Haq, quando il Paese subì una progressiva islamizzazione della società, della legislazione, della politica e del sistema di istruzione. La condizione delle minoranze (compresi i cattolici, che sono circa un milione) peggiorarono. Ma le violenze sono aumentate negli ultimi anni. Secondo il rapporto 2009-2010 della Conferenza episcopale del Pakistan "la libertà religiosa è ridotta a un mito", il "trend delle violenze si è enormemente accresciuto".
Infatti, fra il 1987 (da quando è in vigore "la legge sulla blasfemia") e il 2009 sono state 1.032 le persone colpite dalla legge, senza considerare i centinaia di casi di conversioni forzate dal cristianesimo all'Islam (622, quelli ufficiali, censiti tra il 2005 e il 2009).
Quello del Pakistan è forse il caso più eclatante della persecuzione dei cristiani,su cui anche a Bruxelles si spendono solo parole rituali di condanna. E poi tutto rimane come prima. Concordiamo quindi pienamente con Franco Frattini, quando, in modo irrituale per un ministro, ha sfogato la sua rabbia, dichiarando subito dopo l'assassinio di Bhatti: «Ora i codardi di quell'Europa che scappa dalla condanna del fondamentalismo religioso verseranno le loro lacrime di coccodrillo». Credo che per combattere drasticamente quel clima di intolleranza che porta all'odio, all'omicidio, servono iniziative concrete della Chiesa cattolica e di tutte le altre istituzioni, cristiane e non. Ma anche le Nazioni Unite, l'Europa e gli Usa dovrebbero fare la loro parte per garantire (anche utilizzando gli strumenti della cooperazione) una vera libertà religiosa in tutti Paesi del mondo.
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