Non solo moda in passerella

Giovanni Vitale, parrucchiere di Villabate, ha pettinato alcune delle modelle del Milano fashion week. Mesi di studio per una attività frenetica e di precisione

PALERMO. Una passerella non solo per le modelle. Un esame non soltanto per gli stilisti. Nel backstage di “Milano fashion week” è una prova continua anche per chi lavora dietro le quinte, per chi deve far sì che tutto sia impeccabile. Un grande mosaico dove ogni tessera ha la sua importanza. Un puzzle in cui si inseriscono anche i parrucchieri dalla cui arte vengono fuori le bizzarre e singolari acconciature delle modelle.
Un lavoro, quello degli acconciatori, che inizia mesi prima delle sfilate. Si parte dai bozzetti, si lavora al pc. Coinvolta una grandissima squadra con professionisti provenienti da tutta Italia, che durante l’evento lavora con rapidità senza trascurare l’attenzione e la cura. E per questa edizione di “Milano fashion week”, Palermo è stata rappresentata da un professionista di Villabate, Giovanni Vitale, che da anni si dedica anche agli eventi di moda.
Giovanni ha 40 anni, trenta dei quali spesi proprio nel mondo della parruccheria.  Un percorso professionale intrapreso all’età di 16 anni, con una crescita graduale che lo ha portato ad ottenere grandi soddisfazioni. Come quelle di questi giorni. “Ho lavorato anche con le modelle di Gabriele Colangelo – racconta –, Ter et Bantine, Luisa Spagnoli, Camomilla Milano, Bagatelle e Mabrun. Realizzare acconciature da adattare alle collezioni, è un lavoro lungo e impegnativo, come le collezioni stesse. C’è un capo squadra che si occupa di realizzare per tempo i bozzetti”.
E le acconciature seguono proprio i principi che ispirano le collezioni. Che, a loro volta, prendono vita dalle influenze che arrivano dalle arti visive: cinema, teatro, pittura, scultura, architettura.   “L'ispirazione per il raccolto di ‘Ter et Bantine’ – spiega Vitale – è anni Cinquanta, lo stile si rifà allo styling di ‘Clark Gable’, acconciatura con riga laterale-diagonale, i volumi sono aderenti, segno distintivo sono le due branche  temporali che danno un accento futurista. Si usa una ‘mousse volupte' per la preparazione e uno ‘spray lumiere’ per la definizione”. E il professionista palermitano spiega lavoro e tecniche per le acconciature delle modelle di un altro stilista. “L'ispirazione per ‘Gabriele Colangelo’ – dice – è una rivisitazione anni Sessanta che fa riferimento ad ‘Audrey Auburn’ con il suo inimitabile stile minimale. Un’acconciatura con motivo ‘banane’ interrotta sulla parte superiore da due righe, che ricordano le crepe di ‘Alberto Burri’. Chiude la silhouette un ciuffo posteriore soffiato. I prodotti indicati sono un ‘icy fix’, per costruire l'architettura, e un ‘fissante ecologico’ per completare il lavoro”.

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