Sicilia, Politica

Formazione, in Sicilia rischio licenziamenti

A Palermo non si ferma la protesta nonostante lo stanziamento di 30 milioni dalla Regione. Si cercano i fondi per i corsi del 2011

PALERMO. I trenta milioni garantiti dal governo alla formazione professionale non hanno placato la protesta dei dipendenti degli enti. Per il terzo giorno consecutivo l’assessorato è stato sotto assedio. E all’ora di pranzo un gruppo di manifestanti si è spostato sulla via De Gasperi bloccando la circolazione. Fotografia di un settore ormai fuori controllo, in cui da ieri è concreta la minaccia di licenziamenti collettivi.
Mario Centorrino ha ammesso che «è inutile fare voli di fantasia, i trenta milioni equivalgono a una mensilità e mezza». Tuttavia l’assessore si è detto certo che «se tutto fila secondo quanto programmato, a metà aprile il piano dei corsi del 2011 sarà avviato e la situazione degli stipendi sarà regolarizzata». Cisl, Uil e Snals hanno precisato che «ci sono enti in cui i lavoratori attendono da 4 a 12 mensilità arretrate». Da qui la decisione di non fermare la protesta. Oggi sono previste altre manifestazioni spontanee mentre i sindacati hanno dato appuntamento per lunedì alle 9,30 sotto Palazzo d’Orleans.
Giorgio Tessitore (Cisl) ha ribadito che la richiesta è di «definanziare gli enti che non hanno rispettato le leggi sul lavoro e la contribuzione previdenziale. Vanno poi accompagnati alla pensione, mediante incentivi, i lavoratori che ne hanno i requisiti e vanno bloccate davvero le assunzioni». Per Claudio Barone, segretario della Uil, «occorre chiarezza sulle risorse per finanziare l’intero anno formativo e sugli strumenti per garantire un’erogazione rapida e trasparente».
I dubbi nascono dal nuovo bando, diffuso giovedì dall’assessorato. Lì sono indicati due tetti al budget (120 milioni che possono crescere fino a 194), entrambi di molto inferiori ai 250 stanziati fino al 2010 e attesi dagli enti. Le domande degli enti vanno tarate sui due diversi target. Gli enti associati nel Forma - la maggioranza del settore - hanno scritto a Lombardo per segnalare che «la riduzione del finanziamento al 70% o peggio ancora al 46% obbliga ad avviare le procedure di mobilità per tutto il personale dipendente che non trova copertura finanziaria nè impegno lavorativo». Lo strumento della mobilità non prevede, tranne che in alcune eccezioni, il pagamento delle retribuzioni. Ma ieri l’assessorato ha diffuso una circolare in cui invita gli enti a predisporre anche progetti che sforino i due tetti di spesa individuati: un segnale accolto come la volontà di aumentare ancora i fondi.
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