In mostra frammenti di incompiute

A Palazzo Riso a Palermo la provocazione di Alterazioni Video che porta avanti un lavoro di ricerca e classificazione delle opere pubbliche mai terminate, disseminate lungo il territorio nazionale

PALERMO. Rileggere il paesaggio, ribaltando la percezione negativa scatenata dalle opere “incompiute”, presenti numerose sul territorio. E’ questa l’idea e la provocazione del collettivo Alterazioni Video, al secolo Paololuca Barbieri Marchi, Andrea Masu, Alberto Caffarelli, Giacomo Porfiri, Matteo Erenbourg.
Alterazioni Video porta avanti un lavoro di ricerca e classificazione delle opere pubbliche incompiute, disseminate lungo il territorio nazionale, e propone a Palermo, nella Project Room di Palazzo Riso una intima ma puntuale mostra, preceduta da un incontro con il pubblico all’interno di “PPS//Meetings”, il ciclo di personali ed eventi speciali, a cura di Helga Marsala, nell’ambito della collettiva “PPS - paesaggio e popolo della Sicilia”, curata da Giovanni Iovane.
“Incompiuto Siciliano” verrà raccontato e discusso, ma anche visualizzato  attraverso alcuni frammenti di un lungo percorso alla ricerca di opere e cantieri architettonici mai portati a termine in Sicilia, focalizzando l’attenzione in particolare su Giarre,  sintesi atroce ed insieme eloquente di molta parte della logica costruttiva pubblica presente nella nostra Isola. Terra di frontiera dove“l’incompiuto” è la regola, la norme. Fa sistema.
“Incompiuto Siciliano”, è un progetto ideato da Alterazioni Video con Claudia D’Aita ed Enrico Sgarbi, è un’idea sospesa tra ironia e teoria, attraverso cui è possibile persino dare, paradossalmente, la dignità di opere d’arte ai vari “incompiuti” rintracciati nel territorio.
Il gruppo artistico, con piglio quasi didattico, si interroga su cosa sia lo “stile”. Il Comune di Giarre, capitale europea per numero di opere su densità di abitante, è in questo senso “luogo d’eccellenza per la fioritura dello stile incompiuto, dichiarato paradigma interpretativo dell’architettura italiana dal dopoguerra ad oggi”.
È così che Palazzo Riso diventa un “museo archeologico” contemporaneo, per accogliere reperti che illustrano temi e immagini dell’incompiuto, reperti della follia costruttiva di fabbriche mai finite, mai utilizzate.
Polaroid di vari cantieri-fantasma, piccoli frammenti in cemento armato; il video Intervallo che mette insieme una galleria di “cartoline” dai siti incompiuti di tutto il Paese; un interessante e emblematico wall paper con un’elaborazione grafica che assembla le planimetrie delle opere incompiute di Giarre, che sembra una “astronave”,  fino alla grande sagoma dell’Italia ottenuta evidenziando la densità del fenomeno per regione. Elementi ragionati che restituiscono assai bene la sensazione di una scientifica normalizzazione dello stato di non-finitezza da cui troppo spesso siamo circondati.  
Dice Helga Marsala: “E’ un tempo sospeso e contraddittorio quello dell’Incompiuto, tempo ingannevole che precipita all’indietro opere derubate del futuro, condannate a un presente perenne e statico. Sembrano arrivare da una storia remota questi luoghi silenziosi, rovine post-moderne o post-romantiche di un immaginario universo decadente. E invece si tratta di luoghi appartenenti a nessun tempo, privi di qualunque malinconia possibile, consegnati a un sinistro fascino metafisico: altari di cemento armato, incastrati nel paesaggio come presenze aliene. Piuttosto che sperimentare il lento avanzare della fine, essi vivono nell’incompiutezza, nel non senso di una funzione e di un incipit negati”.
Incompiuto Siciliano è anche un sito web (www.incompiutosiciliano.org) che funziona come centro informativo e come osservatorio: qui sono elencati i vari siti italiani in cui sono presenti opere pubbliche incompiute, ed è anche possibile segnalarne di nuovi, contribuendo alla crescita e al completamento dell’archivio.
 
Infobox
4 - 16 marzo                                                                                                                      
Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, corso Vittorio Emanuele, 365
Orari:  martedì-domenica 10-20, giovedì e venerdì 10-22
Ingresso con il biglietto di “PPS Paesaggio e popolo della Sicilia”: 6 euro, 1 euro residenti a Palermo e provincia

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