Formazione, niente stipendi fino ad aprile

Centorrino ha ufficializzato in commissione all’Ars i problemi finanziari e i sindacati sono pronti alla mobilitazione. In mancanza del bilancio il governo aveva stanziato 120 milioni per i primi mesi dell’anno. Ma l’assessore ha spiegato che senza un piano non si possono spendere queste risorse

PALERMO. Niente stipendi ai dipendenti della formazione professionale almeno fino a metà aprile. L’assessore Mario Centorrino ha ufficializzato in commissione all’Ars i problemi finanziari e i sindacati sono pronti alla mobilitazione.
È stata un’altra giornata di scontri nel mondo della formazione professionale. Anche perché l’assessorato ha reso pubblico l’elenco dei 45 enti che, al termine delle verifiche condotte dall’Ispettorato e dagli Uffici provinciali del lavoro, risultano aver effettuato assunzioni oltre il termine del 31 dicembre 2008, indicato dal governo come limite da cui far scattare lo stop a nuovi reclutamenti.
Nei giorni scorsi il Giornale di Sicilia ha anticipato i risultati dell’indagine disposta da Lombardo: individuate 932 assunzioni di cui 111 a tempo indeterminato, 73 con contratti a termine e 748 con contratti da co.co.pro. Gli enti sottoposti a verifica sono 45 su 400 che usufruiscono di finanziamenti pubblici.
Il neo direttore dell’assessorato, Ludovico Albert, ieri ha inviato una lettera ai 45 enti chiedendo di inviare entro cinque giorni i nomi delle persone assunte, la data di assunzione e l’eventuale autorizzazione ricevuta dall’assessorato. Gli uffici adesso devono verificare se le assunzioni sono state fatte in base a leggi speciali (è il caso dei disabili) o autorizzate dal governo in via eccezionale. L’assessorato dovrà anche verificare se i contratti da co.co.pro sono stati fatti per aggirare lo stop alle assunzioni. Sono frequenti i casi di contratti rinnovati costantemente e agli uffici provinciali del lavoro stanno piovendo le vertenze con cui si chiede di trasformare i contratti atipici in assunzioni stabili. L’ufficio di Palermo, proprio in attesa delle decisioni dell’assessorato, per ora ha congelato l’esame di questi «tentativi di conciliazione».
È chiaro che la stima di 8 mila lavoratori va rivista al rialzo. Ma ieri è scoppiata anche la grana stipendi. In mancanza del bilancio il governo aveva stanziato 120 milioni per i primi mesi dell’anno. Ma l’assessore ha spiegato in commissione che senza un piano non si possono spendere queste risorse. I bandi per i corsi 2011 sono stati completati ieri dall’assessorato. Ma secondo i sindacati ci vorrà almeno un mese e mezzo per avviare le lezioni. Dunque - prevede Giuseppe Raimondi della Uil - non prima di fine aprile si potranno pagare i primi stipendi e ci sono enti in cui non vengono pagati da novembre. Anche per questo motivo ieri sotto l’Ars è andata in scena la prima protesta di lavoratori. Centorrino ha confermato che «i nuovi bandi si uniformano a quelle norme di razionalizzazione che permetteranno di introdurre efficienza nel settore. Acceleremo le procedure e, come già accaduto l’anno scorso, avvieremo i corsi ad aprile». Ma la Uil ha annunciato una manifestazione per mercoledì: «Il governo si era impegnato a pagare puntualmente gli stipendi - hanno detto Claudio Barone e Giuseppe Raimondi - ma le promesse si sono dimostrate infondate. Questo governo non è più credibile». Il Pid, con Nino Dina e Marianna Caronia, ha chiesto le dimissioni dell’assessore. Mentre il Pdl, con Vincenzo Vinciullo, ha chiesto di individuare le fonti da cui trarre i 242 milioni necessari ad assicurare corsi e stipendi.

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