Sviluppo, il Sud arranca: Enna ultima

Al vertice si trova Milano, nelle prime posizioni soltanto città del nord. All'estremo opposto 15 province, tutte del Mezzogiorno

ROMA. Il Mezzogiorno continua ad arrancare. Il divario rispetto al Centro-Nord rimane "elevato" ed emerge, con la crisi economica, "in tutta la sua gravità". A fotografare il gap di sviluppo del Sud Italia sono gli 'Indicatori economici e sociali regionali e provinciali' elaborati dall'area Mezzogiorno di Confindustria.
Gli indicatori dell'associazione degli industriali non lasciano spazio a dubbi. Le prime posizioni della graduatoria - elaborata tenendo conto del pil procapite ma anche degli aspetti sociali e di qualità delle vita delle province italiane (dall'occupazione ai depositi bancari, dagli anni di studio ai consumi di energia) - sono occupate quasi esclusivamente da città del Nord.
Mentre all'estremo opposto si trovano solo città del Sud. Posta uguale a 100 la media nazionale del periodo 2008-2009, l'indicatore sintetico raggiunge un valore di 113,2 nel Centro Nord, mentre si ferma a 75,0 nel Mezzogiorno.
Al vertice dello sviluppo nazionale si trova Milano, con un valore del 45% rispetto alla media (145,16 punti). Seguono nella top ten Rimini, Trieste, Verona, Ravenna, Aosta, Bologna, Parma, Reggio Emilia e Mantova. Firenze e Roma, rispettivamente al quindicesimo e al sedicesimo posto, guidano invece la pattuglia delle province del Centro Italia, seguite da Lucca (22esima) e Ancona (23esima).
All'estremo opposto della graduatoria ben 15 province, tutte del Mezzogiorno, presentano valori dell'indicatore inferiore di 30 punti alla media nazionale e di oltre 43 punti rispetto alla media del Centro Nord. Fino ad arrivare ai casi quasi limite di Enna e Vibo Valentia che raccolgono solo 61 punti, 84 in meno rispetto a Milano. Complessivamente emerge un ritardo del Mezzogiorno rispetto al Centro Nord di poco inferiore ai 40 punti percentuali, "a riprova - commenta la vicepresidente di Confindustria Cristiana Coppola - della severità con la quale la recessione ha colpito il Sud: in questa parte del Paese - continua - il prodotto lordo misurato nel 2009 risultava infatti ancora inferiore dello 0,3% al livello raggiunto all'inizio del decennio".
"Sono dati che fanno riflettere e che richiamano con forza la necessità di carburare il motore imballato delle politiche di riequilibrio territoriali, - sollecita ancora Coppola - ridefinendo a concentrando le priorità di intervento, riqualificando procedute e meccanismo di progettazione, puntando ad una rapida attuazione degli interventi".

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