Rugby, Sei Nazioni: l'Italia cede anche al Galles

Ennesima sconfitta (16-24) della nostra nazionale della palla ovale, la cinquantesima su 58 partite del prestigioso torneo

ROMA. La reazione c'é stata, l'orgoglio anche, ma per il riscatto l'Italrugby di Nick Mallet dovrà aspettare. Ed il prossimo avversario sarà la difficilissima  Francia. Contro il Galles, infatti, gli azzurri rimediano la terza sconfitta di fila in questo Sei Nazioni (16-24), la 50/a su 58 partite dall'ingresso nel prestigioso torneo avvenuto nel 2000 (7 i successi e 1 pareggio).    Se il rammarico per la vittoria mancata è stato sicuramente superiore nella sfida d'esordio contro l'Irlanda, quando un drop nei minuti finali costo all'Italia la sconfitta per 13-11, anche contro i 'dragoni', gli azzurri possono recriminare e non poco per un successo che dopo la meta di Parisse nella ripresa (16-21) sembrava davvero a portata di mano, con Gori e soprattutto Semenziato, eletto 'Man of the match', autori di un'ottima prestazione.   


Ma a quel punto un paio di errori (quello grave sulla mischia con palla azzurra a 10 metri dalla linea di meta avversaria - fallo fischiato a Castrogiovanni - e quello comunque pesante su un calcio piazzato non impossibile fallito da Orquera) impedivano all'Italia di avvicinarsi ancora al Galles. Il resto lo faceva James Hook che al 34' con un bel drop dai 22 metri chiudeva i giochi, regalando ai 'Dragoni' la 2/a vittoria in questo Sei Nazioni e alimentando i rimpianti degli azzurri: se avessero segnato tutti i calci a loro disposizione (Bergamasco 2/5 e Orquera 1/2) avrebbero portato a casa almeno un pareggio importante (4/5 per Stephen Jones).   


Eppure dopo la brutta figura di Twickenham (59-13), l'Italia sembrava davvero carica e motivata al punto giusto per centrare i suoi primi due punti. In un Flaminio vicino al tutto esaurito gli azzurri partivano bene, giocando a tratti anche un bel rugby, fatto di passaggi e velocità. Dopo il piazzato di Jones al 3', era Canale ad infiammare il pubblico: il numero 13 azzurro approfittava di un passaggio sbagliato da Davies e con un calcetto a seguire andava a schiacciare in meta il momentaneo vantaggio azzurro (5-3). Bergamasco sbagliava la trasformazione, facendo vedere da subito di non essere in giornata di grazia.    L'entusiasmo, però, durava solo quattro minuti: James Hook saliva in cattedra e con un'accelerazione micidiale mandava in meta Stoddart (5-8), meta non trasformata dall'unico errore di Jones nella partita. Un calcio di Mirko riportava gli azzurri sull'8-8, ma era ancora una volta Hook a creare un buco in mezzo e a favorire la meta di Warburton, traformata da Jones (8-15). L'Italia ha il merito di non scomporsi e di continuare a fare il suo gioco, più brillante del solito in attacco (e più efficace nelle touche a favore 8/12 vinte). Al 25' Masi va oltre la linea di meta, ma l'arbitro, dopo aver consultato il Tmo (la moviola del rugby), non convalida. Bergamasco mette un altro calcio e riporta gli azzurri a ridosso (11-15).   


Nel finale del primo tempo, il Galles rimette la testa fuori, con un Williams sempre efficace e con due calci piazzati di Jones va all'intervallo avanti 21-11. Tutti si aspettano un calo azzurro, ma gli uomini di Mallett tirano fuori quel 150% che il tecnico aveva chiesto, e dopo un altro piazzato sbagliato da Bergamasco, vanno in meta al 12' con un azione travolgente di Parisse, innestato da Semenzato, il migliore, che schiaccia nonostante la trattenuta di Jones. Stavolta la moviola dà ragione all'Italia: 16-21 e speranze riaccese. Ma proprio sul più bello, gli azzurri pagano lo sforzo e dopo una mischia favorevole buttata via e un calcio sbagliato, e complice l'uscita di Gori e Semenzato, incassano il colpo del ko. Drop di Hook, gioco, partita, incontro.

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