Gela, ritrovato il corpo del contadino disperso dopo un nubifragio

Dopo 25 giorni è venuto alla luce il cadavere di Nunzio Incardona, il bracciante di 40 anni di cui non si avevano notizie dal primo febbraio

GELA. Ritrovato dopo 25 giorni a Gela il corpo senza vita di Nunzio Incardona, il contadino di 40 anni di cui non si avevano notizie dal primo febbraio, dopo un nubifragio abbattutosi sulle campagne a est della città.
Il corpo dell'uomo era coperto da fango e detriti, alla foce del torrente Valle Priolo, in contrada Bulala, quasi sulla spiaggia, a poche centinaia di metri dalle torce di sicurezza dello stabilimento petrolchimico dell'Eni. Sono stati alcuni cacciatori (impegnati nelle ricerche, insieme con i carabinieri e alla protezione civile) a notare una scarpa che fuoriusciva dal terriccio tra un cumulo di canne e arbusti trascinati dalla piena, dopo che un cane aveva fiutato la presenza del cadavere. Il luogo si trova poco più di un chilometro in linea d'aria da contrada Spina Santa, dove fu ritrovata l'automobile del contadino. Sono in corso le operazioni di recupero della salma.
La moglie, Grazia Granvillano, abbracciata ai due figli gemelli di sette anni, aveva rivolto, giovedì sera, un nuovo appello perché venissero intensificate le ricerche. Le associazioni dei cacciatori avevano subito aderito, annunciando una massiccia perlustrazione a partire da questa mattina, alle 7,30. Alle 10 il ritrovamento.

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