Pedaggi autostradali, stop agli aumenti

Il Tar ha annullato il decreto del ministero. Nessun incremento anche per la Palermo-Messina e la Messina-Catania

PALERMO. Non ci saranno aumenti di pedaggi sulle autostrade e sul Gra. Il Tar del Lazio ha annullato il decreto ministeriale con il quale il 25 giugno 2010 sono state aumentate le tariffe sulle strade che si interconnettono con autostrade e raccordi autostradali gestiti dall'Anas. Tra questi anche il Grande Raccordo Anulare di Roma, la Palermo-Messina e la Messina-Catania.
Secondo i giudici amministrativi del Lazio il decreto non tiene conto degli automobilisti che percorrono le strade di interconnessione senza però entrare nelle autostrade, come nel caso del Gra di Roma. Inoltre per il Tar lo stesso decreto violerebbe le norme comunitarie in materia. Sono queste in sostanza le motivazioni per le quali il Tar del Lazio ha disposto l'annullamento del decreto ministeriale che individua le stazioni di esazione per le quali dovevano essere applicati gli aumenti dei pedaggi a decorrere dal primo luglio scorso.
Lungo e tortuoso l'iter giudiziario amministrativo che ha riguardato il decreto ministeriale contestato. Il 29 luglio dello scorso anno, il Tar sospese il decreto, sostenendo che lo stesso appariva come una mera tassa, mentre invece al pagamento doveva corrispondere un servizio. «Il provvedimento impugnato - si leggeva nell'ordinanza - per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l'utilizzo di un'infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in tutte quelle ipotesi che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura».
Il successivo primo settembre, però, il Consiglio di Stato sentenziò che la decisione del Tar non si riferiva all'intero territorio nazionale «ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti». Tre giorni dopo, nuova ordinanza dei giudici amministrativi di primo grado; accogliendo le richieste del Movimento Difesa del Cittadino estese lo stop degli aumenti a tutto il Paese. Ieri la decisione definitiva del Tar del Lazio, con le motivazioni delle sentenze di accoglimento dei ricorsi proposti.

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