Migliaccio difende la squadra: "Siamo un gruppo serio"

Il centrocampista del Palermo risponde alle critiche di Zamparini dopo il match col Bologna. "C'è gente che si adatta in nuovi ruoli e altri acciaccati che giocano". Ma ammette: "Siamo un po' stanchi"

PALERMO. Giulio Migliaccio è il frangiflutti del Palermo. È lui lo schermo posizionato davanti alla rtetroguardia per difenderla dagli attacchi degli avversari. Oggi il centrocampista napoletano ha difeso la squadra dagli ultimi attacchi del presidente Zamparini, che ha puntato il dito verso l’atteggiamento dei giocatori rosanero la sconfitta di Bologna, risparmiando per la prima volta il tecnico Rossi. «In campo scendono giocatori e allenatore, dunque sia meriti che colpe vanno sempre divisi. Lui, però, è il presidente e può dire ciò che vuole. Ma questa è una squadra molto seria. C’è gente che si adatta nei ruoli, giocatori acciaccati che stringono i denti. Quest’anno, inoltre, siamo già a 40 punti, con tre punti in meno rispetto allo scorso anno, ma con dieci partite in più. Sono fiero e orgoglioso del gruppo», ha dichiarato Migliaccio oggi in conferenza stampa a Boccadifalco. Il numero 8 rosanero, però, non vuole nascondersi dietro l’alibi delle pressioni del presidente per giustificare le sconfitte della squadra. «Le pressioni ci sono in tutti i lavori. Da parte mia ho sempre visto gli attacchi del presidente come sproni a fare meglio, anche perché non ci ha mai fatto mancare nulla». Lo stato d’animo del gruppo, inoltre, dopo le due sconfitte consecutive non può essere dei migliori, come spiegato lo stesso Migliaccio, ma nessun dramma. Anche se il centrocampista rosa ammette un po’ di stanchezza in questo momento della stagione. «È vero, siamo un po’ stanchi. Ma sicuramente ci può stare della stanchezza dopo quello che abbiamo fatto. Non si possono fare 45 partite a mille all’ora. Però, credo anche che se non avessimo preso quel gol di Paponi all’89’ non staremo a fare questi discorsi». L’unica medicina adatta, allora, può essere solo la vittoria e il match contro la diretta rivale Udinese dell’ex Guidolin può rappresentare l’occasione da non farsi sfuggire. «Quella con l’Udinese è una partita importante come le altre. Ma ciò che per noi conta di più al momento è tornare alla vittoria. Poi sento un’aria un po’ negativa attorno e solo con la vittoria possiamo scacciarla via. Analogie tra Palermo e Udinese? Sono  squadre simili, vivono di fraseggio e sanno giocare a calcio. Inoltre hanno entrambe la propria forza nei tre davanti». Infine pensieri rivolti al mister, all’amico Miccoli e a Liverani. «Spero che Rossi rimanga per me, per la squadra e per Palermo. Ha dimostrato di essere un valore aggiunto». Si passa poi a parlare dell’assenza del capitano per le prossime due settimane: «Miccoli ci mancherà, dà sempre qualcosa in più alla squadra. Mi auguro che la sua assenza non pesi tanto». E infine sull’addio di Liverani. «È stato un punto di riferimento per tutti e per me un caro amico, dato che abbiamo sempre diviso la camera. Ci mancherà vista anche la rosa non molto ampia che abbiamo».

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