Lo Monaco: ho pensato di lasciare

L'amministratore delegato del Catania interrompe il silenzio stampa. "Da domenica non andrò più allo stadio, non posso più vedere certa gente criticarci a prescindere da quel che succede in campo"

CATANIA. "A tutti quelli che contestano dico che possono insultarmi sin dal primo minuto invece di aspettare il ventesimo, ma la squadra va sostenuta.  Ho anche pensato di lasciare".
Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, spezza con parole forti il silenzio stampa decretato in casa rossazzurra dopo la sconfitta di Napoli. Scivolati nuovamente in quart'ultima posizione, gli etnei, attesi domenica da un delicato impegno interno con il Genoa, attraversano un momento difficile. Neppure l'arrivo in panchina di Simeone è riuscito a imprimere la svolta necessaria.
Tocca a Lo Monaco misurarsi con le critiche: "Siamo un'azienda che fattura trenta milioni di euro all'anno e combattiamo contro avversarie che viaggiano su numeri dieci volte superiori. In tutta onestà, non mi aspettavo, considerato il valore della nostra squadra, di occupare una posizione simile a questo punto del campionato, ma una stagione è fatta di momenti". "Stiamo attraversando una fase complessa - continua il dirigente rossazzurro - e dovremo lottare sino alla fine per difendere questo patrimonio. Ma ai disfattisti che non perdono occasione per attaccare la squadra e il sottoscritto dico che ci salveremo. C'é molta gente che rema contro, da due anni lavoriamo in un clima quanto meno particolare. Sulla panchina di Lopez a Napoli, ad esempio, sono state dette tante minchiate".
"Vorrei sapere - prosegue Lo Monaco - chi si può permettere di giudicare il nostro operato. I giudici stanno in tribunale e basta. Fa testo solo la storia, non le chiacchiere. Nell'ambiente c'é una certa assuefazione, eppure esisterebbero molti motivi per essere fieri del Catania. Abbiamo costruito un centro sportivo che vale sei Ibrahimovic messi insieme, ma, per assurdo, anche questo è diventato uno spunto per criticarci. Nessuno, invece, ricorda in che condizioni era la società quando l'abbiamo rilevata". "Viviamo un momento di abbandono e questo si riflette sull'intero ambiente. Si pensa solo a contestare, non c'é più il culto dell'amore per i propri colori. Siamo diventati la penultima squadra della Serie A per numero di presenze allo stadio e questo vuol dire qualcosa".
Dati i presupposti, tecnici e ambientali, l'impegno di domenica con il Genoa si preannuncia quanto meno complicato. "Il Genoa è una squadra forte - rileva Lo Monaco - che ha vissuto un momento difficilissimo e ora si è ripresa. Ma so che il Catania ha i mezzi per vincere. Giocare alle 12.30 sinora non ci ha portato bene, speriamo che la tradizione negativa venga interrotta".

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