Nel turismo è l'unione a fare la forza

Il presidente della Provincia di Palermo parla della Bit come di "una vetrina per la nostra terra" e punta sulla qualità per incentivare l'offerta

La Sicilia dei territori  rappresenta la nuova scommessache le Province dell'isola lanciano per progettare una nuova ipotesi di sviluppo del turismo, settore che, mai comeora, appare strategico per la nostra economia.
La recessione economica internazionale che nel nostro territorio ha determinato pesanti riflessi negativi, obbliga gli Enti locali a ripensare ogni strategia che dovrà non solo tamponare le emergenze ma anche e soprattutto disegnare il futuro della nostra regione.
Il turismo è risorsa primaria perché coinvolge tutte e nove le province e può e deve rappresentare base comune su cui lavorare nei dodici mesi dell'anno. Per mantenere l'appeal e incentivare l'offerta bisognerà puntare sulla qualità e sulle potenziali specificità di ogniporzione della nostra isola che per scenari naturali, patrimonio storico e artistico e tradizione enogastronomica è in condizione di vantaggio con qualsiasi altro competitor europeo. Appare, tuttavia, necessario ribaltare la prospettiva costruendo un  progetto che parta dal basso, cioè dai livelli istituzionali che conoscono più a fondo il territorio e da sempre sono più sensibili ai temi dello sviluppo organico.
La Borsa internazionale del Turismo di Milano è testimonianza diretta di come la Regione ha affrontato il tema, isolando gli operatori del settore lasciati senza punti di riferimento, mortificando il territorio privato di una vetrina fondamentale - la più rappresentativa incampo nazionale  e l'unica in grado di proiettarci sulle scene internazionali - che èmomento di confronto, di contatto e di relazioni. La necessità di partecipazione non si misura sul volumed'affari diretto ma sulla capacità di interagire con le categorie produttive, di essere loro supporto, di annusare il mercato, di comprenderne le esigenze. Rinunciare significa lasciare campo libero, un rischio che la Sicilia non può permettersi. Su una cosa, tuttavia, siamo tutti d'accordo: i costi eccessivi che la Regione ha, per sua scelta e per anni, affrontato.
L'operazione dell'Unione delle Province regionali si è basata anche su ciò.Contenere i costi misurandoli con disponibilità e bilanci, ottimizzare le risorse, dare un nuovo volto all'offerta turistica secondo un criterio di coerenza e di sussidiarietà.
Noi siamo presenti a Milano con una strategia funzionale alle esigenze del territorio, investendounacifra contenuta, garantendo risposte alle imprese del settore, promuovendo ciascuno il proprio territorio ma noninmanieraconcorrenziale, anzi sfruttando a vicenda i singoli punti di forza. Chi sceglie la Sicilia, proprio perché la perifericità comporta costi non indifferenti, non è turista da «toccatae fuga». Un turista che sbarca in Sicilia è patrimonio di tutta la Regione, sia che arrivi aPalermo o Catania, Siracusa o Messina. Creare circuiti omogenei, differenziare e integrare l'offerta è possibile e necessario, così come pensare a un nuovoassetto del turismo cheabbia nuovi interlocutori e nuove prospettive. Quelle che può assicurare la Sicilia delle Province.

*Presidente Unione regionale Province siciliane

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