Libia nel caos, i militari si uniscono ai manifestanti

Il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, si è rivolto questa notte al paese con un discorso sulla Tv di stato. Le vittime degli ultimi quattro giorni di violenze sarebbero state almeno 233

TRIPOLI. Precipitata nelle ultime ore la situazione in Libia. Saif al-Islam, il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, si è rivolto questa notte al paese con un discorso sulla Tv di stato ritrasmesso da vari emittenti, tra cui Al Jazira, durato circa 40 minuti
Saif al Islam, nel suo discorso televisivo, ha ammesso che sono stati commessi degli "errori" nella gestione della crisi che sta interessando la Libia ed ha detto che in alcuni casi la reazione delle forze di sicurezza è stata "eccessiva". Il figlio di Muammar Gheddafi ha affermato che i militari in alcuni casi hanno aperto il fuoco contro i dimostranti perché non sono addestrati per far fronte a emergenze di questo genere. Saif ha aggiunto però che le forze di sicurezza riporteranno l'ordine nel paese "a qualsiasi prezzo".
Le vittime degli ultimi quattro giorni di violenze in Libia sono state almeno 233, secondo le stime dell'organizzazione umanitaria internazionale Human Righst Watch (Hrw). Stando al movimento, che cita fonti sanitarie locali, nella città di Bengasi - l'epicentro della rivolta contro il regime - i morti nella sola giornata di ieri sono stati almeno 60.
Intanto alcuni testimoni riferiscono che la sede di una tv a Tripoli è stata saccheggiata e nella capitale libica alcuni edifici pubblici sono stati dati alle fiamme. Mentre Al Jazira fa sapere che a Tripoli forze dell'ordine si sono date a saccheggi di uffici e banche e che tutte le città della zona a sud della capitale, Jebal Nafusa, sono i mano ai ribelli.

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