Auto dei vigili in fiamme, subito le contromisure

Un’auto dei vigili urbani data alle fiamme proprio davanti al portone del palazzo comunale. Il tutto accompagnato da un minaccioso avvertimento lasciato sul muro della principale istituzione della città. Basta già questo per definire la misura di un gesto tanto vile quanto inquietante, che sollecita una serie di riflessioni e pretende immediate contromisure. Intanto sorprende e sgomenta come si possa dare corso a un’azione del genere, senza che nessuno sia stato in grado di evitarla: stiamo parlando della sede del Comune, purtroppo già teatro in passato di assalti di ogni tipo. Cosa che ne sancisce, oggi più che mai, la pericolosa violabilità. E su questo è bene che chi di competenza si ponga precise domande.
Quindi la matrice dell’attentato. L’onda emotiva generata dalla tragica scomparsa del giovane ambulante marocchino potrebbe indurre ad un facile accostamento. Ma la telecamera puntata sul luogo del misfatto ha inquadrato giovani di razza bianca armeggiare attorno all’auto dei vigili. E la cosa assolve la comunità marocchina, di cui va invece sottolineata la composta e civile reazione alla perdita del proprio connazionale. Questo da un lato aiuta a raffreddare un clima che rischia di farsi rovente, ma dall’altro fa sospettare che la tragedia di Noureddine possa essere strumentalizzata da chi ha l’interesse a creare disordini e avvelenare l’atmosfera. Ecco perchè pretendiamo che su quanto accaduto all’ambulante si faccia presto chiarezza, staccando via le mele marce, se mai ce ne fossero, da un albero - quello della polizia municipale - che invece è fondamentale per la tenuta sociale e pacifica della città. La lotta all’abusivismo va condotta senza remore e senza esitazioni, con la giusta misura e la necessaria severità in una città in cui l’illegalità è diffusa in maniera radicale, come dimostrano i mercatini rionali, dove chi ha la licenza paga dazio a chi (spesso la maggior parte) non ce l’ha. Ed è per tutelare i primi che bisogna perseguire i secondi. I vigili vadano avanti. Contro l’abusivismo. Ma senza abusi. E avranno il sostegno del nostro giornale.

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