Cantieri lavoro, saranno chiamati 30 mila disoccupati

Grazie ad un intervento decisivo dell’assessore regionale al Lavoro Andrea Piraino, potranno essere impiegati in una decina di cantieri che verranno finanziati nelle parrocchie, anche se sui tempi non si hanno date certe

PALERMO. Seicento di loro hanno già indossato guanti, caschi e tuta, ma ancora il piccolo esercito che deve mettersi a lavoro potrà contate su molti, moltissimi altri. La Regione infatti ha sbloccato i progetti ( 1703 per 389 comuni) che vedranno all'opera circa 30 mila disoccupati, che hanno così ottenuto il disco verde e saranno dunque chiamati. L'impegno di spesa si aggira sui 190 milioni. Entro aprile tutti saranno a lavoro.



Con le opere da realizzare nelle chiese, intanto torna la speranza per i disoccupati di Palermo iscritti nella graduatoria dei cantieri lavoro. Almeno 150 di essi, grazie ad un intervento decisivo dell’assessore regionale al Lavoro Andrea Piraino, potranno essere impiegati in una decina di cantieri che verranno finanziati nelle parrocchie, anche se sui tempi non si hanno date certe. L’incursione della Regione, per sbloccare i progetti, è arrivata dopo il rifiuto di attivare i cantieri lavoro da parte di palazzo delle Aquile. Il comune di Palermo, che aveva presentato 19 progetti per un valore di circa due milioni di euro, lo scorso inverno è infatti ritornato sui suoi passi definendo i cantieri fini a se stessi. “Non nascono con l’intento di produrre nuovo precariato” ha puntualizzato Silvia Martinico, dirigente del servizio “Cantieri di lavoro e fondo siciliano per l’occupazione”.

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