Ambulante morto, procura apre un'inchiesta

L'ipotesi di reato non è ancora nota anche se dopo la morte del marocchino potrebbe essere modificata. "La dinamica dei fatti risulta poco chiara. Abbiamo una serie di elementi che ci fanno pensare che l'intervento dei vigili urbani non sia un episodio occasionale e isolato"

PALERMO. La procura di Palermo, dopo che l'ambulante Noureddine Adnane si è dato fuoco l'11 febbraio scorso, ha aperto un fascicolo d'inchiesta affidato al pm Gianluca De Leo. L'ipotesi di reato non è ancora nota anche se dopo la morte del marocchino potrebbe essere modificata. "La dinamica dei fatti risulta poco chiara. Abbiamo una serie di elementi che ci fanno pensare che l'intervento dei vigili urbani non sia un episodio occasionale e isolato", dicono gli avvocati Giorgio Bisaglia e Daniele Papa che difendono la famiglia della vittima. "Condurremo le nostre indagini difensive - hanno aggiunto gli avvocati - per accertare tutta la verità". Intanto, si allarga il cartello delle associazioni a sostegno dei familiari dell'ambulante: oltre al Ciss e a Repubblica, che hanno lanciato una sottoscrizione, si sono aggiunte l'Arci e i Laici Comboniani.

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