Voto di scambio, pentiti accusano l'ex assessore regionale Antinoro

Il processo si svolge al Tribunale di Palermo. Bonaccorso, collaboratore di giustizia: "Non è un caso che alle elezioni del 2008 ebbe più preferenze di Cuffaro"

PALERMO. "Ogni zona ha il suo candidato. Antonello Antinoro era portato dalla 'famiglia' di Palermo Centro ma ho sentito il suo nome anche in altre zone. Non è un caso che in quelle elezioni Antinoro abbia preso a Palermo più voti di Cuffaro". Così il pentito Andrea Bonaccorso ha spiegato gli accordi tra mafia e politica per le elezioni della primavera del 2008 alla terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, che processa Antonello Antinoro, ex assessore regionale dell'Udc, accusato di 416-ter: voto di scambio.     
"Fu Salvatore Gioeli - ha proseguito Bonaccorso - a spiegarmi che si doveva votare Antinoro perché in questo modo potevamo arivare a Mario Re, direttore del 118, per fare entrare qualcuno nel servizio delle ambulanze".   
Anche l'altro pentito che ha desposto nell'udienza di oggi, Salvatore Giordano, ha confermato dell'interesse dei mafiosi a votare per Antinoro. "In quel periodo ho saputo dal "puffetto" (Francesco Costa, mafioso dello Zen ndr.) - ha raccontato - che Antinoro ce l'aveva in mano la zona di Resuttana. Anche loro avrebbero votato per lui". Il processo è stato rinviato al 2 marzo.

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