Rossi: "A Bologna per dimostrare chi siamo"

il tecnico del Palermo andrà senza terzini nella trasferta coi felsinei. Bovo forse a destra, Migliaccio recuperato. Su Hernandez: "Caso diverso da quello di Cavani". E su Zamparini: "L'ho incontrato in settimana"

PALERMO. È passato un girone da quella che è stata per gioco espresso e risultato finale la vittoria più straripante del Palermo in questo campionato. Un girone fa la vittoria contro il Bologna è servita a dare slancio, come ha detto lo stesso Rossi oggi in conferenza stampa a Boccadifalco, a una stagione che era iniziata balbettando. È passato un girone, e ora questa nuova sfida col Bologna, stavolta in casa dei felsinei, può rappresentare un nuovo trampolino di lancio dopo la bruciante sconfitta con la Fiorentina. «Durante questo tempo tra le due sfide abbiamo capito di essere una buona squadra. E domani abbiamo una buona occasione per dimostrarlo nuovamente contro una squadra che tra mille difficoltà sta facendo bene», ha detto Rossi. I problemi in difesa, però, perseguitano il tecnico di Rimini. Non bastessero le critiche piovute sul reparto arretrato, infatti, ora sono le defezioni a preoccupare l’allenatore dei rosa, in particolare quelle di Cassani e Balzaretti. «Noi quest’anno siamo stati un po’ sfortunati. Prima per noi è capitato che per un periodo non abbiamo avuto centrali, poi attaccanti e ora terzini. E in più i sostituti naturali non stanno al meglio. Qualcosa, dunque, cambierà per forza. Chi andrà in campo, però, non farà rimpiangere gli assenti. Bovo a destra? Sto valutando». La buona notizia per coach Rossi arriva quantomeno dal centrocampo dove si registra il recupero di Migliaccio. «Non  è al meglio ma stringe i denti», ha spiegato Rossi. Il tecnico rosanero parla poi della rapina ad Abel Hernandez. Sull’accaduto Rossi ha le idee chiare. «Sicuramente non è stata una cosa bella. Penso, però, non sia un discorso collegabile, come vogliono far credere alcuni, alla storia di Cavani. Quella era una sprangata, questa una rapina. Una rapina può capitare anche a Losanna. E dunque non è giusto infangare il nome di Palermo, perché la criminalità c’è ovunque. Per quanto riguarda il giocatore, invece, con lui ho provato a scherzare. Gli ho detto che di solito le rapine le fa lui sul campo e stavolta l’hanno fatta a lui. Scherzi a parte, però, il ragazzo non si è pianto addosso ed è tornato subito in campo». Infine, Rossi non si è sbilanciato sull’incontro avuto in settimana con Zamparini. «Si in settimana ho parlato col presidente e stavolta di persona. Abbiamo discusso delle situazioni contingenti e di quello che c’è da fare. Magari su certe cose non siamo d’accordo, ma non abbiamo mai litigato. Tra persone intelligenti può capitare di non essere a volte sulla stessa lunghezza d’onda. Però entrambi vogliamo il bene del Palermo».

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