Rapina ad Hernandez, polizia a caccia del bandito

Passata la paura, l'attaccante uruguaiano si è recato negli uffici della squadra mobile per visionare le foto dei pregiudicati

PALERMO. Lo shock è stato tanto, vedersi puntare la pistola davanti la bocca lascia il segno. Abel Hernandez, attaccante del Palermo, vent'anni, mercoledì alle 18 al termine dell'allenamento ha vissuto momenti drammatici, quando tra via Pitrè e via Perpignano, è stato costretto, dopo le minacce di un rapinatore che si trovava a bordo di un motorino, a consegnare un bracciale e due orecchini.
Il calciatore che al momento del vile atto subito si trovava sulla sua Bmw, ieri si è recato negli uffici della squadra mobile dove è stato ascoltato per lungo tempo, e ha visionato alcune foto segnaletiche nella speranza di individuare il volto del suo aggressore, un giovane di circa venticinque anni.
Gli investigatori si interrogano su cosa si nasconda dietro il gesto contro il giovane attaccante uruguayano, tra l'altro non è la prima volta che i calciatori del Palermo subiscono delle rapine, presumibilemte a causa della loro ricchezza, vengono visti come bersaglio per ottenere gioielli e denaro. Nel dicembre 2009 Cavani e Bertolo hanno vissuto anche loro attimi di terrore con la loro macchina presa a calci da due uomini a bordo di un motore. Nel mirino era finito anche Miccoli, la sua casa di via Archimede è stata preda di alcuni banditi, con i familiari del bomber salentino costretti a consegnare denaro e un anello di brillanti.
In questi giorni sono state tantissime le testimonianze di affetto e sostegno ad Hernandez che messo da parte il brutto episodio, è concentato sulla prossima gara del Palermo a Bologna.

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