Il governo: "Il 17 marzo è festa nazionale" Scuole, fabbriche e uffici chiusi

Decisione del Consiglio dei ministri che però si è diviso sul provvedimento. Calderoli: "Follia incostituzionale". Napolitano: "Anche il Papa alle celebrazioni"

ROMA. Il 17 marzo 2011, 150/o anniversario dell'Unità d'Italia, è festa nazionale "a tutti gli effetti previsti dalla legge". Scuole, fabbriche e uffici resteranno chiusi. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri, che si è diviso sulla festa dell' unità: i tre ministri della Lega sono stati contrari. Calderoli ha parlato di un decreto che è "una follia incostituzionale", dando il 'la' ad una rovente polemica politica: "é una vergogna - ha detto Bersani, leader del Pd - avere un governo che si spacca su una cosa del genere".    
Il presidente della Repubblica, che ha sempre ricordato la centralità di questa data, ha oggi detto che "c'é l'impegno, ribadito anche dai cardinali Bertone e Bagnasco, per la partecipazione della Chiesa e in qualche forma anche del Pontefice alle celebrazioni per i 150/o dell'Unità d'Italia. Un fatto molto importante", ha sottolineato Napolitano.    Il decreto legge, di soli due articoli, equipara il 17 marzo 2011 alle domeniche, all'1 gennaio, al 25 aprile, all'1 maggio e a tutti quei giorni (come previsto dall'art. 2 della legge 260 del 1949) "considerati festivi". Al pari di altre ricorrenze, poi, gli edifici pubblici saranno imbandierati.    
Il secondo articolo del decreto stabilisce che, "al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private", solo quest'anno si trasferiranno alla festa del 17 marzo "gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali" previsti per la festività del 4 novembre. "Questo non significa - ha però precisato il ministro La Russa - che la Festa delle Forze armate sia stata abolita. Rimane nella prima domenica".    
E comunque, assicura il ministro Brunetta, "il 17 marzo è neutrale dal punto di vista dei giorni lavorati" nel corso dell'anno, perché "nel 2011 diverse festività 'mobili' cadono nei giorni festivi e quindi non se ne ha l'effetto". Ma proprio i riflessi economici, in un anno di crisi, sono stati l'argomento principale di chi in questi giorni si è opposto alla festa - Confindustria e le altre associazioni delle imprese hanno oggi ribadito che la festa sarebbe stata "celebrata al meglio al lavoro" - paventando anche l'ipotesi di un 'ponte' lungo, da giovedì fino a domenica (almeno "ci saranno effetti positivi sul turismo", ha osservato il ministro Brambilla).    
Un argomento ripreso da Calderoli, che insieme a Bossi ha votato contro, mentre Maroni (di cui era previsto il "concerto" sul provvedimento) se ne era già andato. "Fare un decreto legge - ha detto il ministro per la Semplificazione - per istituire la festività del 17 marzo, un decreto privo di copertura (traslare come copertura gli effetti del 4 novembre, infatti, rappresenta soltanto un pannicello caldo), in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale è pura follia. Ed è anche incostituzionale". "Per noi patrioti padani questa data diventerà una giornata di lutto", ha commentato l'eurodeputato leghista Borghezio.

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