Palermo, niente cestini per i rifiuti e spazzatrici guaste

Ancora emergenza a Palermo. Recipienti mancanti un pò dappertutto e spesso utilizzati in maniera scorretta, sopratutto i contenitori riservati ai cani. L'Amia Essemme: "Non ci sono risorse sufficienti"

PALERMO. Tredicimila cestini per la città non posson bastare. Soprattutto se la maggior parte di essi è divelta, soprattutto se una buona fetta di questi non viene svuotata per settimane e a volte anche per mesi. Una spazzatrice meccanica per ripulire tutte le strade non può bastare. Soprattutto se questa si rompe spesso. Foglie, cartacce, volantini in decine di vie tra centro e periferia formano tappeti che si allungano e si allargano col passare dei giorni. E un motivo c'è. L'Amia Essemme, la società satellite di Amia che si occupa di svuotamento di cestini e di spazzamento delle strade, è in grosse difficoltà. Il direttore Aldo Serraino lo ha ammesso ieri a Ditelo a Rgs: «Le nostre risorse non sono adeguate al compito e capita con frequenza che molti mezzi sono fermi e i pochi a disposizione frequentemente vanno in avaria. Siamo costretti ad effettuare soltanto lo spazzamento manuale, è normale che le strade ad alta percorrenza ne risentano».



I mezzi non posson bastare, ma c'è chi non vuole dimenticare. Su quei lunghi tappeti di spazzatura minuta girano ogni giorno le due ruote della bicicletta di Giovanni Moncada, che abita a Pallavicino e si sposta in tutto il capoluogo pedalando: «Via dell'Olimpo, via Venere, viale Margherita di Savoia sono completamente dimenticate dai netturbini. Per non parlare poi dei cestini. In via Duca degli Abruzzi ce n'è uno per gli escrementi dei cani che non viene svuotato da quattro mesi. Da nord a sud, da est a ovest del capoluogo lo scenario è sempre uguale». È vero e non vale soltanto per i cestini. Stanno addirittura peggio i Sanecan, piccoli contenitori sistemati dall'Amia sei anni fa per facilitare la raccolta degli escrementi dei cani. Sono quasi tutti inutilizzabili o, nel migliore dei casi, scoperchiati e trasformati in cestini classici, come succede ad esempio in piazza Sant'Oliva. «I cani molto spesso vengono considerati causa della sporcizia – afferma Salvatore Garifo, mentre passeggia col suo quattrozampe – ma quando i contenitori sono riempiti con altra roba di chi è la colpa? Quando porto a spasso il mio cane – continua – ho sempre la paletta ma spesso non trovo cestini». Gaetano Vallone, commerciante nella stessa piazza, protesta: «Già abbiamo problemi con i topi, con i cestini in queste condizioni andiamo solo a peggiorare». Lo conferma Lia Rizzo: «Questo contenitore per gli escrementi dei cani non viene quasi mai svuotato». Anche in via Dante il Sanecan è stracolmo di rifiuti, avvolto da un telo dell’Amia. Stesse immagini a Villa Sperlinga, in piazza Castelnuovo e in piazza Alberico Gentili.



Tornando ai cestini standard, in via Ferri, zona Fiera, gettare una cartaccia rappresenta un piccolo problema dal momento che i cestini risultano pieni, in piazza Papireto ve n'è uno completamente smontato e lasciato per terra. Nel quartiere Oreto e allo Sperone attorno ad alcuni cestini si sono venute a creare delle mini discariche. Anche in via Campolo ed in largo Zappalà si registrano disagi. «Non è possibile – afferma Stefano Immordino, residente in viale delle Alpi - essere costretti ad aspettare il ritorno a casa per poter liberarsi della carta di una chewing gum». Il direttore di Amia Essemme, Aldo Serraino, anche stavolta senza giri di parole: «Abbiamo soltanto pochi cestini a disposizione. Si tratta dei pezzi che smontiamo per motivi di sicurezza da alcune strade e portiamo in magazzino per poi destinarli a zone che ne hanno bisogno». Forniture nuove? Un miraggio perché c'è un contenzioso tra l'Amia e l'azienda che doveva occuparsi della manutenzione e delle scorte. E i Sanecan? «Sono addirittura più complessi come manutenzione rispetto ai cestini standard e pure in questo caso i mezzi non sono adatti».

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