Russo: occorrono soluzioni condivise da imprese edili e lavoratori

L'assessore regionale alle Infrastrutture, in un intervento sul Giornale di Sicilia, risponde al dibattito sul fenomeno del ribasso negli appalti

Lo scorso 7 febbraio 2011 il Presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili di Palermo, geom. Giuseppe Di Giovanna, ha portato il suo contributo al dibattito avviato per contenere il fenomeno dell'eccessivo ribasso negli appalti di lavori in Sicilia.
Preliminarmente, pur ringraziandolo per il personale apprezzamento che mi rivolge, rilevo dall'intervento l'esigenza di qualche ulteriore chiarimento, che certamente non sarebbe stato necessario nel caso in cui il geom. Di Giovanna avesse partecipato agli incontri tecnici, tenutisi presso l'Assessorato Infrastrutture, apportando il suo prezioso contributo.
Va allora chiaramente detto che il sistema delle medie aritmetiche, dei correttivi, dei tagli delle ali, e dei marchingegni algebrici che, in varie epoche e in vario modo, ha caratterizzato la legislazione regionale, non ha reso le gare trasparenti, nè ostacolato l'infiltrazione della criminalità organizzata, nè evitato il fenomeno degli eccessivi ribassi, rendendo tuttavia il meccanismo degli appalti regionali confuso, defatigante e di difficile applicazione.



In questo senso tutti, indistintamente, i rappresentanti delle organizzazioni del mondo imprenditoriale e dei lavoratori hanno sollecitato il recepimento in Sicilia della disciplina nazionale in materia di appalti, che costituisce la premessa dell'atto di indirizzo sottoscritto lo scorso 31 gennaio 2011. Né è possibile immaginare deroghe simili a quelle previste per l'EXPO 2015 di Milano. Una tale proposta non sfugge a un vago sentore di populismo, ed è priva di possibilità di concreta applicazione. Infatti, l'EXPO 2015 è qualificato con provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri come "grande evento" e, dunque, connotato da carattere di unicità e non ripetibilità.Occorre, viceversa, sforzarsi di trovare soluzioni di sistema, rapide, e che evitino la falcidia delle imprese sane strozzate da un eccessivo ribasso delle offerte.



Per raggiungere questi obiettivi è stato proposto a tutte le parti sociali, nessuna esclusa, la stipula di un atto di indirizzo con il quale tutti i contraenti si sono reciprocamente impegnati in tal senso, secondo un modello di amministrazione condiviso e concertato.
Sarebbe stata meglio una circolare, così come proposto dal geom. Di Giovanna? È a dir poco strano che un imprenditore richieda un intervento "burocratico", qual è la circolare. Ritengo invece che, a fronte di esigenze drammatiche, quali sono quelle che si trovano ad affrontare le imprese ed i lavoratori del settore edile, l'unico modello cui sia possibile fare ricorso è quello che vede soluzioni condivise da tutte le istanze - P.A., imprese, professionisti, sindacati - compartecipi di uno sforzo comune e senza che vi sia spazio per distinguo, questi si, barocchi o, peggio ancora, strumentali.

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