Palermo, rimborsi Tarsu: un caso ancora aperto

La commissione tributaria continua ad accettare ricorsi e sulla tassa sull'immondizia del 2007 e del 2008 è ancora possibile ottenere il rimborso, nonostante il no del Tar

PALERMO. Sugli aumenti della Tarsu del 2007 e del 2008 è ancora possibile fare ricorso e tentare di ottenere il rimborso. Il Tar poche settimane fa ha respinto il ricorso presentato da Confindustria che aveva l’obiettivo di estendere l’annullamento dell’aumento agli anni successivi al 2006. Ma il no del Tar non cancella la possibilità di ricorrere alla giustizia tributaria e magari vincere il braccio di ferro. «I giudici tributari - spiega Giuseppe Certa, direttore della commissione tributaria provinciale - non devono tenere conto di quanto disposto dal Tar. Esiste una norma legislativa molto chiara che sancisce la possibilità che il giudice disapplichi la norma o il regolamento che non ritiene giusto». Via libera dunque ai ricorsi che a migliaia stanno per arrivare negli uffici della commissione tributaria anche perché molti patronati e studi legali hanno approntato una schema per consentire la possibilità di vedere restituito l’aumento della Tarsu relativo agli anni 2007 e 2008. Come è noto il Tar ha bocciato l’aumento del 75 per cento deciso dalla giunta comunale per il 2006 costringendo il Comune a resstituire questa parte dell’imposta a tutti i contribuenti palermitani.


Il Tar bocciando la manovra stabilì che l’aumento doveva essere deciso dal consiglio comunale e non dalla giunta, adempimento che è stato effettuato solo l’anno scorso. Molti si sono adoperati quindi per fare ricorso alla commissione tributaria provinciale visto che anche il 2007 e il 2008 sono anni in cui è rimasto in vigore lo stesso aumento del 2006 privo del pronunciamento di Sala delle Lapidi. Mentre Confindustria ha impugnato anche gli aumenti relativi al 2007 e al 2008 nella speranza che il Tar accogliesse il ricorso. Ma i giudici amministrativi hanno detto no all’istanza di estendere «per ottemperanza» l’estensione dei benefici derivanti dall’annulamento dell’aumento per i due anni successivi al 2006. Le materie sulle imposte, per il Tar, vanno regolate di anno in anno e pertanto ricorso bocciato. E adesso non ci sono più i termini per ripresentare un altro ricorso. Il Comune ha vinto così un round. «Probabilmente qualche cittadino si è scoraggiato e ha rinunciato a fare ricorso alla commissione tributaria - dice il consigliere del Pd Davide Faraone - ma ora le notizie ci dicono che si può ancora fare qualcosa per avere indietro i soldi degli aumenti indebitamente percepiti nel 2007 e nel 2008».



Nel dettaglio è doverso anche ricordare che al momento nessun ricorso contro gi aumenti è arrivato alla commissione tributaria e pertanto non è noto l’orientamento dei giudici. Purtuttavia alcuni di loro si sono pronunciati su alcuni ricorsi (una ventina) di cartelle Tarsu non pagate relative agli anni 2007 e 2008 obbligando il Comune a non farsi pagare l’importo relativo all’aumento scattato dopo il 2006, quello bocciato dal Tar. Sentenze che il Comune ha deciso di impugnare in blocco. E sulle quali si dovrà quindi pronunciare la cmmissione tributaria regionale.

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