Apertura dei negozi e gli interessi della clientela

La polemica sugli orari di apertura dei negozi sembra essersi chiusa nel migliore dei modi. L'intervento del presidente Lombardo ha corretto le posizioni dell'assessore Venturi. Una decisione che va accolta con favore. Sia perché afferma un principio di libertà sia perché va incontro agli interessi della clientela. Limitare gli orari d'apertura ha, come unico scopo, quello di favorire il piccolo commercio. Vale a dire l'interesse di una precisa categoria di operatori economici a danno della maggioranza della popolazione. Gli affollamenti e gli ingorghi stradali che si formano la domenica nelle vicinanze di alcuni grandi centri commerciali siciliani confermano, casomai ve ne fosse bisogno, il gradimento da parte del pubblico. La flessibilità degli orari è un grande valore. Il cliente vuole fare shopping sulla base delle proprie esigenze. Essendo, alla fine, quello che paga ha diritto al massimo rispetto. Ogni altra considerazione passa in second'ordine.
Ma non solo. Cominciamo a dire che, a differenza del pensiero di alcuni, non è vero che lo shopping domenicale è sostitutivo di quello degli altri giorni. Pertanto da abolire perché inutile. È vero esattamente il contrario e chiunque di noi può facilmente affermarlo. Avendo più tempo a disposizione diventa naturale la spinta a fermarsi maggiormente nei negozi. Normalmente la permanenza più lunga si traduce in nuovi acquisti. Questo significa far crescere i consumi e quindi l'economia. In una regione come la Sicilia con tassi di disoccupazione doppi rispetto alla media nazionale ogni iniziativa che mette un po' di benzina nella macchina produttiva va accolta con soddisfazione. Mettere bastoni burocratici e amministrativi per frenarla dimostra solo scarso interesse per il pubblico e, contemporaneamente, orecchie molto sensibili verso gli interessi delle lobby più combattive del piccolo commercio. D'altronde in tutte le altre regioni italiane ormai si marcia in questa direzione. Ormai in Lombardia, per una casalinga, è difficile trovarsi nell'imbarazzo di aver dimenticato la frutta. Gli orari dei supermercati tendono ad allungarsi fino all'inizio della notte. Le aperture domenicali non conoscono eccezioni. Un vantaggio insostituibile per una società dove il lavoro femminile è una regola tanto quello maschile. 
Non si può nemmeno trascurare il contributo della grande distribuzione a garanzia del potere d'acquisto di stipendi e salari. Un po' perché i prezzi sono più bassi rispetto al piccolo commercio e un po' perché la concorrenza favorisce i clienti. Basta dare un'occhiata alle campagne di sconto pubblicizzate con una certa continuità per averne conferma. A opporsi a questi vantaggi i piccoli commercianti. C’è da capirlo. Nella società cher cambia sono certamente quelli che pagano di più gli effetti della transizione, ma non possono difendere le loro posizioni mantenendo l’esistente. Vinceranno la sfida se sapranno trovare altre strade, in linea con le esigenze della gente. Bisogna avere il coraggio e la forza di battere nuove strade. Infine i sindacati: sono l'altra forza sociale che si oppone all'allungamento degli orari. Così pensano di garantire meglio i lavoratori. Soprattutto quelli occupati nella grande distribuzione. Ma è davvero cosi? Straordinari e lavoro domenicale servono ad appesantire la busta paga. Siamo proprio sicuri dell'ostilità della maggioranza dei lavoratori?

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