In fuga verso la Sicilia, emergenza sbarchi

Centinaia di migranti dalla Tunisia negli ultimi giorni sono approdati a Lampedusa e Pantelleria. Frattini: "Serve un Piano Marshall dell'Europa per il Mediterraneo"

PALERMO. Si è riaperta "l'autostrada del mare" nel Canale di Sicilia. A solcarla sono stati, negli ultimi giorni, decine di barconi di migranti in fuga dalla Tunisia, dopo la caduta del regime di Ben Ali, verso le coste siciliane. E per fronteggiare la nuova emergenza il ministro degli Esteri, Franco Frattini, invoca un "Piano Marshall dell'Europa per il Mediterraneo".
Meta preferita di questo esodo dal nord Africa sono le isole Pelagie e Pantelleria. Negli ultimi due giorni sono giunti oltre 500 extracomunitari in diversi sbarchi. Duecento migranti solo ieri. Le autorità italiane avrebbero già preso contatti con quelle tunisine per cercare di bloccare la nuova ondata di arrivi. E in serata un barcone con oltre 100 immigrati è stato intercettato da due motovedette della Guardia Costiera a circa 15 miglia a Sud di Lampedusa. Si susseguono, anche le segnalazioni di altre "carrette", finora sei, in arrivo, con centinaia di migranti a bordo.
Nel giro di poche ore nella più grande delle isole dell'arcipelago delle Pelagie sono approdati in 182. Dopo i 142 immigrati giunti questa mattina sulla terraferma con due barconi, altri 40 sono stati soccorsi, nel pomeriggio, dalla motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera a tre miglia e mezzo dall'isola. Gli extracomunitari sono in attesa di essere trasferiti a Porto Empedocle. E anche Pantelleria, che dista poche decine di miglia dalle coste tunisine, sta diventando meta degli sbarchi di gente in fuga. Un gommone con sette extracomunitari è stato soccorso al largo dell'isola da una motovedetta della Capitaneria di Porto, dopo una segnalazione da parte di una nave mercantile. Gli immigrati sono stati accompagnati in ospedale per un principio di assideramento. E poi trasferiti a Trapani con il traghetto di linea.
 "Sono ricominciati i flussi migratori dalla Tunisia, cosa che non avveniva più da tempo, e questo ci preoccupa", constata Frattini, al termine della Conferenza Stato-Regioni, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti. "Dobbiamo rimuovere molte delle ragioni da cui le proteste sono originate", spiega il ministro. E anche le associazioni umanitarie sono scese in campo. "Stiamo monitorando la situazione per far sì che i migranti giunti nelle ultime ore a Lampedusa vengano assistiti adeguatamente", dice la portavoce in Italia dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) Laura Boldrini.  "Si tratta di persone - sottolinea - che hanno dovuto affrontare i pericoli di una traversata in mare, alle quali deve essere assicurata anche la possibilità di presentare una domanda d'asilo, come hanno già fatto alcuni di loro".

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