Paralisi a Sala d’Ercole

L’ultima legge è stata approvata il 29 dicembre. Nelle otto sedute dall’inizio dell’anno non si sia mai votato su una norma. Al palo la normativa sul commercio e sulla riduzione dei deputati

PALERMO. Ultima legge approvata il 29 dicembre. Appena otto sedute dall’inizio dell’anno ma senza che si sia mai votato su una norma: tutte quelle avvicinatesi a Sala d'Ercole sono cadute prima del voto.
Sono i numeri che fotografano la paralisi in cui è caduta l’Ars dopo il varo, a fine dicembre, dell’esercizio provvisorio.
Il Parlamento aveva scommesso sulla legge sul commercio (caduta prima di iniziare a votare) e su quella di riduzione dei deputati (impallinata all’ultimo miglio in commissione). Con bilancio e Finanziaria rinviati ad aprile, su tutto il resto è braccio di ferro. Oggi il Parlamento potrebbe iniziare l’esame della legge sulla semplificazione amministrativa ma si annuncia battaglia in aula su alcuni commi che assegnerebbero un ruolo alla contestata società partecipata Sicilia- E-Servizi. In ogni caso si tratta di un testo corposo che potrebbe tenere impegnato a lungo il Parlamento.
Scontro anche sulla riforma elettorale per i Comuni. Il testo, voluto da Nuovo polo e Pd, è pronto ma non arriverà in aula prima della prossima settimana. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio ha annunciato ieri che convocherà per martedì la conferenza dei capigruppo che deciderà se portarlo in aula o rinviarlo». Il timore di Cascio è che una legge così impegnativa blocchi il Parlamento costringendo a un nuovo rinvio della Finanziaria. Complice anche l’annunciato ostruzionismo di Pdl, Pid e FdS che vedono nel testo della riforma elettorale un accordo fra Lombardo e il Pd per penalizzare il centrodestra.
E così, in attesa di superare gli scontri, Cascio ieri ha rilanciato la legge che riduce da 90 a 70 i deputati. Il presidente ha fatto mettere all’ordine del giorno della seduta di oggi il voto per confermare o meno la bocciatura già espressa in commissione. E ha ufficializzato la sua proposta di mediazione: «Forse una riduzione di 20 deputati può essere eccessiva. Ma se si arrivasse a 10 deputati in meno sarebbe comunque una buona norma». Basterà?
GIA.PI.

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